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Plastic tax: CNA con le altre categorie dice “no”

Una manifesto in 10 punti rivolto a Governo, politica e consumatori, per spiegare perché la tassa così com'è pensata non può funzionare



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Un vero e proprio manifesto in 10 punti, da rivolgere direttamente al Governo e alla politica, ma anche ai cittadini, per spiegare il disappunto delle imprese nei confronti della cosiddetta “plastic tax”, la misura inserita nella nuova legge di bilancio che prevede prelievi fiscali di 1 euro per ogni chilogrammo di plastica monouso prodotta. 

Lo hanno scritto le maggiori associazioni di categoria, con CNA in prima fila, per ribadire la propria contrarietà verso una tassa che rischia di tradursi in un prelievo ai danni di aziende e consumatori, senza produrre alcun effetto positivo per l’ambiente.

L’impegno a favore dell’ambiente

La sensazione è che la plastic tax, così com’è scritta, non sia sostenibile nel breve periodo dal sistema economico, e che non individui correttamente le azioni che avrebbero dovuto essere messe in campo per raggiungere efficacemente lo scopo di disincentivare l’uso della plastica.

Gli aspetti critici

Sono 10 i punti elencati dai rappresentanti delle imprese:

La Plastic Tax
  1. NON È SOSTENIBILE sotto il profilo ambientale sociale ed economico, ma è una imposta finalizzata soltanto ad aumentare le entrate pubbliche 
  2. NON È UNO STRUMENTO DI PROMOZIONE E SVILUPPO delle attività di riciclaggio e di recupero 
  3. NON ORIENTA LA TRANSIZIONE delle imprese verso tecnologie più efficienti sotto il profilo ambientale e non orienta i consumi 
  4. NON È UNO STRUMENTO DI PREVENZIONE in quanto non riduce la produzione di rifiuti 
  5. NON È A FAVORE DEI CITTADINI perché aumenta i prezzi dei prodotti
  6. NON CREA LAVORO e penalizza la competitività di importanti settori su cui si fondano le fortune del Made in Italy: agroalimentare, artigianale, biomedico, cosmetico
  7. NON TIENE CONTO DEL POTENZIALE DI SOSTITUIBILITÀ delle diverse tipologie di imballaggio
  8. NON È IN LINEA CON LE STRATEGIE COMUNITARIE in materia di riduzione della plastica
  9. NON È COORDINATA CON ALTRI CONTRIBUTI ambientali che già gravano plastiche ed imballaggi per finanziare la raccolta e l’avvio al riciclo
  10. NON È STATA OGGETTO DI CONFRONTO e di approfondimento sulle ricadute ambientali, economiche e sui consumi che è destinata a produrre 

 

Cosa chiedono le imprese

  • Soppressione della Plastic Tax
  • creazione di misure incentivanti accessibili a tutte le imprese di ogni ordine, grado e dimensione per la conversione alla circolarità dei processi produttivi, per la produzione e l’utilizzo di prodotti plastic free e di plastiche riciclate e riciclabili
  • creazione di una task force tra organizzazioni imprenditoriali ed i Ministeri dell’Ambiente, dello Sviluppo economico, dell’Innovazione, delle Politiche agricole e delle Finanze con l’obiettivo di promuovere sostenibilità ed economia circolare in linea con le strategie europee ed a vantaggio dei cittadini e della competitività delle imprese.

 

Info e dettagli

Mail: mestieri@cnavicenza.it

Tel: 0444 569 900 (Area Sviluppo Mestieri).

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