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Obbligo di sindaco e revisore per le SRL, soglie minime raddoppiate

Il Governo accoglie le richieste di CNA e taglia di oltre il 50 % i soggetti vincolati. Tutelate le piccole imprese con meno di 20 dipendenti



Bollettario cartaceo addio: è in arrivo lo scontri

 

Buone notizie per le piccole e medie imprese italiane. Il Governo, accogliendo le richieste di CNA, taglia infatti di oltre il 50% il numero di società a responsabilità limitata che dovranno nominare un sindaco o un revisore legale per l’esame legale dei conti aziendali.

Con il decreto “Sblocca cantieri”, l’esecutivo fa un passo indietro rispetto alle disposizioni introdotte dal Codice delle crisi d’impresa pubblicato lo scorso febbraio, raddoppiando i limiti previsti per la nomina di sindaco o revisore e dimezzando di fatto il numero di SRL che rientrano in questo obbligo (che passano da 220 a 80 mila).

I nuovi parametri

L’obbligo di nomina del sindaco o del revisore, grazie ai nuovi parametri, è previsto per le imprese che occupano in media 20 dipendenti; il totale dell’attivo dello stato patrimoniale deve essere di almeno 4 milioni di euro, così come i ricavi da vendite e prestazioni. Questo limite minimo è stato raddoppiato rispetto alla versione precedente della normativa, consentendo a molte attività minori di tirare un sospiro di sollievo.

Rimangono invariati gli altri criteri, quindi la nomina dell’organo di controllo o del revisore resta obbligatoria se la società:

  • è tenuta alla redazione del bilancio consolidato;
  • controlla una società obbligata alla revisione legale dei conti;
  • ha superato per due esercizi consecutivi almeno uno dei parametri indicati sopra.

Più tutela per i piccoli: accolte le istanze CNA

Il raddoppio dei limiti concesso dal governo, risponde a un’esigenza sentita e reale di molte piccole e medie realtà italiane che, se i parametri fossero rimasti invariati, avrebbero dovuto accollarsi anche l’onere di predisporre in tempi brevissimi un sistema amministrativo e contabile in grado di rispondere agli obblighi di legge.

Un’incombenza che CNA ha contribuito a scongiurare, instaurando un dialogo con il governo, affinché venisse modificata la versione iniziale del Codice di crisi d’impresa.

L’obbligo dell’autocontrollo vale per tutti

Attenzione però, perché anche le piccole imprese esonerate dall’obbligo della revisione legale, sono comunque tenute ad attuare un sistema amministrativo contabile in grado di rilevare situazioni di crisi aziendali.

CNA può assistere le imprese nell’implementazione del sistema organizzativo di monitoraggio dei risultati aziendali trimestrali, tutelandole nella prevenzione da eventuali crisi aziendali.

Per qualsiasi dubbio o per avere maggiori dettagli, è possibile contattare i nostri esperti presso la sede CNA territoriale di riferimento.

 

Bollettario cartaceo addio: è in arrivo lo scontri

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(17/06/2019)


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