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Sistri soppresso dal 1° gennaio 2019

Il complesso Sistema per la tracciabilità dei rifiuti, mai apprezzato dalle imprese, va in pensione senza ulteriori contributi. Si torna al cartaceo in attesa di una migliore digitalizzazione.



Sistri soppresso dal 1° gennaio 2019

 

Fine della corsa per il Sistri. A 9 anni dal passaggio al Sistema informatico per la tracciabilità dei rifiuti, il Dl semplificazioni cancella la lavagna e manda in pensione anticipata un’evoluzione digitale mai andata giù alle imprese, per complessità e scarsa efficienza.


Dal 1° gennaio si torna dunque al passato. Per le imprese interessate rimane confermato l’obbligo di dichiarare con registri e Mud la tipologia di rifiuti prodotti, trasportati o stoccati, ma attraverso le vecchie regole e i formulari cartacei. Conseguentemente, non saranno più dovuti i contributi di iscrizione al Sistema, previsti dal decreto ministeriale 78/2016, ma non sono previsti rimborsi per il pregresso.


Il Governo ha comunque reso noto che l’obiettivo rimane quello di digitalizzare al più presto l’intero processo. Il ritorno al passato è dunque da intendersi come temporaneo, in attesa dell’adozione di uno strumento digitale più semplice e ad alta efficienza. Strumento sul quale il Ministero dell’Ambiente è già al lavoro, in collaborazione diretta con CNA e le altre associazioni di categoria.


CNA: «Fine di un incubo. Ora ridurre il costo del lavoro e agevolare il credito»

La liberazione da un incubo per migliaia di imprese. Non usa mezzi termini CNA, sottolineando che, oltre a non aver mai funzionato, il Sistri ha contribuito nel tempo a impedire che si mettesse a punto un sistema realmente efficace per tracciare i rifiuti pericolosi.

«È da anni che i piccoli artigiani hanno chiesto questo obiettivo - ha osservato il Segretario generale CNA Sergio Silvestrini -, bene quindi che sia stato raggiunto. Certo, non è ancora tutto fatto nella manovra e restano diversi problemi aperti. Per esempio le tariffe Inail, che devono essere ridotte, e in generale il costo del lavoro, che resta altissimo. Infine il fronte del credito: noi abbiamo avanzato la proposta del fondo centrale di garanzia, ora servono strumenti per alimentare virtuosamente l'accesso delle piccole imprese».

 

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(06/12/2018)


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