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Pagamento dei debiti in 5 anni e niente sanzioni: tutte le novità della rottamazione-ter

Tra le misure previste dalla “Pace fiscale”, la possibilità di rateizzare fino a 5 anni e la riduzione degli interessi. Richieste entro il 30 aprile 2019



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Pagare i propri debiti con lo Stato, al netto di sanzioni e interessi, in dieci rate spalmate in cinque anni. È questa la principale novità introdotta dal decreto n. 119/2018, il provvedimento collegato alla Legge di Bilancio 2019, pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 23 ottobre.

Tra le disposizioni contenute all’interno della cosiddetta “pace fiscale”, ovvero la definizione agevolata degli atti del procedimento di accertamento dell’Agenzia delle entrate, non ancora definiti al 24 ottobre 2018, la più significativa riguarda infatti proprio la nuova rottamazione delle cartelle.

Una misura tanto discussa quanto attesa, che però si presenta ancora di difficile interpretazione, vista l’ampia casistica che che può verificarsi.

La “rottamazione ter”: cosa c’è da sapere

Il nuovo decreto ha innanzitutto esteso l’intervallo temporale di riferimento, comprendendo i provvedimenti che vanno dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2017. È tuttavia probabile che, in fase parlamentare, la finestra temporale venga ulteriormente ampliata, comprendendo anche il primo semestre dell’anno 2018.

La principale novità resta la possibilità di dilazionare il pagamento delle cartelle in 5 anni, beneficiando della riduzione degli interessi sulla rateizzazione, che passano dal 4,5 allo 0,3%.

Vantaggi anche per chi rientrava nella rottamazione-bis

I vantaggi della rottamazione delle cartelle 2019 potranno essere estesi anche ai debitori che hanno aderito alla precedente definizione agevolata e che entro il 7 dicembre 2018 effettueranno il pagamento delle rate scadute a luglio, settembre e ottobre 2018.

I debitori che hanno fruito della definizione per i carichi 2000/2016 e 1° gennaio-30 settembre 2017, potranno inoltre, se hanno effettuato regolarmente i pagamenti delle rate scadute, “spalmare” il debito residuo in cinque anni, con interessi pari allo 0,3% a partire dal 1° agosto 2019.

Chiusura dei contenziosi e stralcio cartelle fino a 1000 euro

Con la pace fiscale delle controversie tributarie contro l’Agenzia delle Entrate, sarà possibile chiudere i contenziosi pendenti pagando una somma pari al valore della controversia, ridotta in caso di soccombenza in giudizio del Fisco.

Il provvedimento prevede inoltre lo stralcio totale di tutte le cartelle di importo non superiore a 1000 euro, che saranno annullate definitivamente al 31 dicembre 2018. 

Via gli interessi anche per le multe stradali

Per quanto riguarda le contravvenzioni, il beneficio consiste solo nella cancellazione degli interessi aggiuntivi: la sanzione invece resta dovuta.

Nel dettaglio, secondo la rottamazione-ter, non è possibile sottrarre dal totale da pagare le somme già corrisposte a titolo di sanzioni, interessi di mora ed interessi da dilazione.

In pratica, se ad esempio il contribuente ha già chiesto ed ottenuto la rateazione di una somma iscritta a ruolo, la rottamazione-ter risulterà molto conveniente nel caso in cui sia stato pagato un numero limitato di rate.

Se invece il piano di rateazione è prossimo alla conclusione, la somma residua da versare non potrà beneficiare di una consistente riduzione.

Il vantaggio reale sarà rappresentato dalla possibilità di “spalmare” il debito residuo - al netto delle rate pagate - in cinque anni.

La soluzione migliore con CNA

I nostri consulenti sono a disposizione per aiutarti a scegliere le soluzioni migliori e cogliere gli effetti positivi della rottamazione. Per saperne di più contatta i nostri uffici:

fiscale@cnavicenza.it

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(14/11/2018)


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