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Decreto Dignità, in vista la versione “2.0”

L’approvazione prevista inizialmente entro pochi giorni slitta ad agosto. Tanti gli emendamenti che possono modificare l’impianto di base. Riassumiamo intanto i punti che potrebbero essere confermati



Decreto Dignità 2.0

 

Sono ore decisive per l’esame degli emendamenti che potranno in parte ridefinire il Decreto Dignità, anche se per vedere il traguardo si prevedono tempi più lunghi di quelli annunciati. Inizialmente il Governo puntava a concludere l’iter già questa settimana, mentre ora le previsioni più realistiche parlano dell’inizio del mese di agosto. Alcuni punti che definiscono l’impianto di base del decreto però sono destinati a essere confermati, in particolare relativamente a contratti a termine e voucher.I nostri professionisti dell’area Lavoro e Capitale Umano sono già operativi per aiutare le imprese a orientarsi con le novità previste dal Decreto. Abbiamo provato a definire insieme a loro i punti più importanti delle nuove norme.


 

Contratti a termine | Scendono durata e proroghe

Il Governo ha scelto di rivisitare lo strumento dei  contratti a tempo determinato, promuovendo una stretta con l’intento di contrastarne l’abuso. Scende la durata complessiva massima, da 36 a 24 mesi. In caso di contratti di minore entità temporale – per esempio accordi di 6 mesi – alla scadenza si potrà concedere un massimo di 4 proroghe (contro le 5 attuali) ma sempre all’interno dei complessivi 24 mesi


Contratti a termine | Le causali

Uno degli aspetti più dibattuti del decreto: l’obbligo di indicare una causale, che motivi la scelta di aver preferito un contratto a termine rispetto a un indeterminato. La causale non è richiesta solo per i primi 12 mesi di contratto. A seguire, e per tutti i rinnovi fino al massimo dei 24 mesi, andrà invece sempre indicata.

E chi intende sottoscrivere un primo contratto da subito superiore ai 12 mesi?  Anche in questo caso vale l’obbligo di specificare la causale.

Le causali possono appartenere a due categorie:

- un incremento temporaneo importante dell’attività lavorativa, e non programmabile

- un’incombenza estranea all’attività ordinaria o legata alla necessità di sostituire temporaneamente un altro lavoratore


Restano esonerati dall’obbligo di specificare la causale i contratti per attività stagionali.


Contratti a termine | Aumentano i costi per il datore di lavoro

Il nuovo contratto a termine comporterà anche maggiori oneri per le imprese. L’aliquota Inps richiesta per il finanziamento della Naspi – la nuova indennità di disoccupazione in vigore dal 2012 – salirà infatti dell’0,5%  ad ogni rinnovo successivo al primo contratto. Anche in caso di contratti di somministrazione, cioè stipulati tramite un’agenzia interinale. 

In caso di trasformazione da contratto determinato a indeterminato il Governo ha annunciato di voler inserire degli incentivi, a partire dal mantenimento del bonus per le assunzioni di under 35, ma per il momento non sono state fornite ulteriori precisazioni. 


Contratti a termine | I contenziosi

Quanto alla parte del contenzioso e dei diritti dei lavori, sale da 120 a 180 giorni la finestra di tempo nella quale un lavoratore può impugnare un contratto a tempo. In caso di licenziamento ritenuto illegittimo i costi a carico dell’impresa aumentano del 50%: l’indennizzo da riconoscere al lavoratore sale dalle 4-24 mensilità previste dal Job Act alle attuali 6-36 . Per le piccole aziende, conseguentemente, il risarcimento minimo per il licenziamento illegittimo sarà di 3 mensilità, invece delle attuali 2, restando invariato il massimo (6).



Contratti a termine |Il periodo transitorio

Per molte imprese i dubbi rimangono relativi ai dipendenti con contratti in scadenza proprio in queste settimane. Come muoversi al meglio? Inizialmente il Governo aveva posto come limite tassativo il 14 luglio: a partire da quella data i rinnovi di contratti con scadenza successiva avrebbero già dovuto rispettare le nuove regole.

Ora invece si fa strada l’ipotesi di un periodo transitorio, per dare l’opportunità alle imprese di metabolizzare i cambiamenti, rinnovando le posizioni più urgenti con le vecchie regole e partendo con le nuove da dopo l’estate. Rimane da definire la data limite per il termine del periodo transitorio, ma anche questo argomento è tra le voci in discussione in queste ore in Parlamento.


Voucher

Non verranno reintrodotti i vecchi voucher aboliti dal governo Gentiloni, ma si estende il raggio d’azione del contratto “PrestO”, finora poco utilizzato dalle imprese. Il contratto di prestazione occasionale durerà più a lungo (10 giorni rispetto ai 3 attuali) per agricoltura, enti locali e turismo dove sarà disponibile per datori di lavoro che hanno fino a 10 dipendenti a tempo indeterminato (rispetto al limite attuale di 5 dipendenti che resta nell’agricoltura).


CNA: “Perplessità sulla prima versione del decreto, si attende la nuova versione”

Secondo CNA la prima versione del Decreto Dignità contiene disposizioni che preoccupano artigiani, commercianti e piccole imprese, e deludono le aspettative di una reale virata delle politiche del lavoro in grado di favorire un’accelerazione dei livelli di crescita che, principalmente a causa del deterioramento del quadro internazionale, mostrano qualche segnale di rallentamento.


Se i temi affrontati sono certamente rilevanti – dalla lotta alla precarizzazione al riconoscimento di tutele che ostacolino il ricorso a rapporti di lavoro subordinati “mascherati” – la scelta di stringere sui contratti a termine rischia di penalizzare i più piccoli, disincentivando l’uso di strumenti che hanno dimostrato negli ultimi anni di riuscire a sostenere la nuova occupazione.


Ora l’associazione è al tavolo con gli organi di governo per discutere dell’annunciata versione “2.0”, che sarà costruita a partire dall’osservazione sugli emendamenti presentati alla proposta. Un versione che CNA punta a rendere  migliorativa e in grado di dare risposte per mettere le imprese nelle condizioni di creare occupazione in modo flessibile, pur con il doveroso giro di vite nei confronti di chi ha sempre abusato delle possibilità riconosciute dalle precedenti regole. 


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(26/07/2018)


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