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Addio a Angelina “Lina” Santucci, tra i fondatori storici di CNA Vicenza

Il ricordo commosso dell’amico Ferdinando Marchioro



A teatro con CNA. Martedì 10 aprile in scena l'Ote

 

Una vita interamente dedicata alla sua passione per il lavoro, e a combattere giorno per giorno per ciò in cui credeva. Questo è stata Angelina Santucci, per tutti Lina, scomparsa lunedì a Vicenza all’età di 89 nove anni. I 90 li avrebbe festeggiati il prossimo 28 agosto. 

Lina Santucci era nel gruppo di quei dieci artigiani che il 12 agosto 1966 s’incontravano di fronte al notaio Caprara, in via Santa Barbara 21 a Vicenza, per dare vita alla Federazione Vicentina Artigiani, che presto sarebbe divenuta CNA Vicenza.

E di quei dieci lei era l’unica donna, antesignana di una battaglia per l’inclusione e la parità di genere che CNA Vicenza ha dunque avuto nel dna fin dall’inizio della sua storia.

Nata a Vicenza, seconda di tre fratelli, con padre toscano impiegato alle poste, e mamma vicentina di famiglia legata alla lavorazione dei preziosi, Lina aveva deciso un giorno di fare di testa sua, aprendo nel 1957, a 29 anni, una piccola attività di vendita di targhe e timbri per l’ufficio in viale Milano. Un mestiere imparato giovanissima, quando iniziò come apprendista all’incisoria Dal Monico, i cui titolari erano vicini di casa della famiglia Santucci. Una passione divenuta ben presto la sua piccola grande sfida imprenditoriale. È la nascita della storica Targotecnica, alle porte del centro città, che rimarrà sua fino alla pensione, nel 1986, avviando al mestiere generazioni di giovani artigiani. 

Gran lavoratrice ma molto attiva anche nel sociale, Vicenza la ricorda alla guida per oltre vent’anni della Società Generale di Mutuo Soccorso di Vicenza, pioniera nel proporre già nel secolo scorso attività di formazione, confronto e dialogo per artigiani e lavoratori. Con l’amato fratello Celestino, scomparso nel 2016, ha poi condiviso un intenso impegno nella politica cittadina, che l’ha vista diventare prima presidente di Circoscrizione e poi riferimento autorevole nella vita quotidiana delle istituzioni locali.

E dopo una vita così intensa e caparbia, ma soprattutto piena di spirito fino alla fine, Lina Santucci si è spenta circondata dall’affetto della sorella Fulvia e di tutti i suoi cari, ricevendo l’omaggio commosso di tanti vicentini che ricordano con nostalgia il piccolo negozio di viale Milano, con quel profumo e quell’atmosfera unici. Proprio come questa donna speciale.

«Lina Santucci – ha commentato Ferdinando Marchioro, anche lui tra i padri fondatori di CNA Vicenza - è una donna che ha segnato la nostra storia. Ha avuto fin da subito un ruolo fondamentale come amministratrice dell’Associazione, accompagnandoci con saggezza alla crescita e allo sviluppo associativo. In quegli anni non fu cosa facile per una giovane associazione provinciale di artigiani che voleva migliorare le condizioni del lavoro artigiano e concorrere alla ricostruzione del Paese, risollevando le condizioni economiche e sociali dell’impresa artigiana e familiare. I valori dei fondatori dell’associazione, i nostri valori, sono sempre stati sentiti come un comune impegno, al quale tutti abbiamo dedicato con generosità gran parte del nostro tempo. Volevamo far emergere quella dignità del lavoro artigiano indicata dalla Costituzione della Repubblica. Quella stessa Costituzione che tutti noi fondatori di CNA in un modo o nell’altro, avevamo contribuito a far nascere. Lina Santucci è stata l’animatrice instancabile di quei valori, è stata una di noi e rimarrà per sempre nella nostra memoria». 

CNA Vicenza si unisce nel dolore ai familiari della cara Lina, rivolgendo le più sentite condoglianze a nome di tutta l’associazione.



(11/04/2018)


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