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Sacchetti di plastica: istruzioni per l’uso

Il Ministero dell’Ambiente risponde con una guida, chiarendo i dubbi di tutte le professioni interessate



Il meglio del design italiano in mostra alla fiera

 

L’entrata in vigore della nuova disciplina sulle borse di plastica ha sollevato numerosi dubbi e questioni tra le diverse categorie professionali interessate dal provvedimento: dal settore alimentare, a quello orafo, fino alle pulitintolavanderie.

Per agevolare la corretta attuazione della normativa, il Ministero dell’Ambiente ha predisposto una “guida”, dove risponde alle domande più frequenti poste da chi, ogni giorno, si trova a dover affrontare sul proprio lavoro la questione “sacchetti” e imballaggi.

A chi si applica la disciplina

La nuova disciplina intende per commercializzazione di borse di plastica la “fornitura di borse di plastica a pagamento o a titolo gratuito da parte dei produttori e dei distributori, nonché da parte dei commercianti nei punti vendita di merci o prodotti”.

I produttori sono sia i fabbricanti, i fornitori ed i trasformatori, sia gli importatori di borse di plastica sul mercato nazionale.

La disciplina, quindi, si applica a tutti gli attori della filiera (produttori, distributori e commercianti di sacchetti) e a tutti gli esercizi commerciali nei quali si forniscono borse di plastica per il trasporto di prodotti, o borse ultraleggere ai fine d’igiene - per alimenti sfusi.

Quali sono le borse commercializzabili

  1. borse di plastica riutilizzabili, con maniglia esterna - utilizzate come imballaggio per il trasporto: spessore pareti superiori a 100 micron; percentuale di plastica riciclata di almeno il 10%; 
  2. borse di plastica riutilizzabili, con maniglia esterna - utilizzate come imballaggio per il trasporto, in esercizi che commercializzano generi alimentari: spessore pareti superiori a 200 micron; percentuale di plastica riciclata di almeno il 30%; 
  3. borse di plastica riutilizzabili, con maniglia interna (utilizzate come imballaggio per il trasporto): spessore pareti superiori a 60 micron; percentuale di plastica riciclata di almeno il 10%;
  4. borse di plastica riutilizzabili, con maniglia interna - utilizzate come imballaggio per il trasporto, in esercizi che commercializzano generi alimentari: spessore pareti superiori a 100 micron; percentuale di plastica riciclata di almeno il 30%; 
  5. borse di plastica biodegradabili e compostabili, certificate da organismi accreditati e rispondenti ai requisiti di biodegradabilità e di compostabilità; 
  6. borse ultraleggere biodegradabili e compostabili di spessore inferiore a 15 micron, realizzate con almeno il 40% di materia prima rinnovabile, richieste ai fini di igiene o fornite come imballaggio primario per alimenti sfusi (es. frutta, verdura ed altri alimenti che non siano già stati preincartati dal produttore). 

I sacchetti “vecchi”, non conformi, possono essere utilizzati fino a esaurimento scorte? 

I sacchetti non conformi, utilizzati prima dell’entrata in vigore della nuova disciplina non possono più essere utilizzati. Il loro utilizzo, quindi, è sanzionato secondo quanto previsto dalla nuova normativa (il periodo transitorio che intercorre tra emanazione della legge e l’entrata in vigore è scaduto il 1° gennaio 2018). 

C’è un prezzo obbligatorio per la vendita dei nuovi sacchetti? 

La normativa non prevede un prezzo obbligatorio di vendita. Il costo del sacchetto viene stabilito liberamente dal venditore (che ne trattiene gli importi, non trattandosi di una tassa da versare all’erario). 

Il prezzo del sacchetto va inserito nello scontrino fiscale? 

Sì. Quando l’esercente fornisce una borsa per il trasporto della merce, vale l’obbligo di inserire il prezzo del sacchetto nello scontrino di vendita o nella fattura

E per gli esercizi che non hanno l’obbligo di emettere fattura o scontrino? 

La disciplina relativa alle buste di plastica si applica a qualsiasi esercizio commerciale. I commercianti sono tenuti sia all’applicazione delle norme relative alle tipologie di buste di plastica commercializzabili, sia al divieto di fornitura di dette buste a titolo gratuito. 

Ciò significa che anche gli esercizi che non hanno l’obbligo di emettere fattura o scontrino, sono tenuti, in ogni caso, ad applicare il prezzo del sacchetto in aggiunta al costo del prodotto commercializzato. 

>> >> Qui la guida completa, con tutte le risposte del Ministero

COMPRO ORO: COSA C’È DA SAPERE DOPO L’APPROVAZIONE 

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(08/03/2018)


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