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Sacchetti frutta e verdura a pagamento, cosa c'è da sapere

Previste sanzioni per chi non si adegua



Borse di plastica: nuove disposizioni per la comme

 

Da quest'anno i sacchetti per imbustare frutta e verdura al supermercato li pagano direttamente i consumatori. Dal 1° gennaio 2018 infatti, come previsto dal decreto legge 2017 n. 91, le buste di plastica leggere e ultraleggere, quelle utilizzate per imbustare frutta e verdura - ma anche altri prodotti freschi, come carne e salumi - dovranno essere biodegradabili, e il loro costo verrà sostenuto dai consumatori.

Cosa prevede la norma in dettaglio 

Il provvedimento prevede che i prezzi dei sacchetti di frutta e verdura possano variare da un minimo di 2 fino ad un massimo di 10 centesimi. I sacchetti, rigorosamente biodegradabili (secondo lo standard internazionale UNI EN 13432), non potranno essere riutilizzati una seconda volta. 

Le nuove norme riguardano i sacchetti leggeri utilizzati per trasportare la spesa e quelli più leggeri usati per imbustare:

  • Frutta
  • Verdura venduta sfusa
  • Carne
  • Pesce
  • Prodotti da forno e di gastronomia

Dal provvedimento sono esclusi gli agricoltori. 

Ulteriori dettagli sulla commercializzazione dei sacchetti di plastica sono disponibili in questo articolo.

Chi è interessato dalla novità normativa 

  • le attività di produzione di borse di plastica, che devono apporre sulle borse i propri elementi identificativi e le diciture idonee ad attestare che le borse prodotte rientrino in una delle tipologie commercializzabili;
  • le attività di commercio all’ingrosso e/o all’utente finale, che dovranno accertarsi di fornire borse in plastica conformi;
  • le attività artigianali/industriali con vendita al cliente di merci e prodotti, che devono accertarsi di fornire borse in plastica conformi.
Obblighi per le imprese produttrici

Nelle informazioni che i produttori devono fornire, in particolare ai consumatori (in linea con il disciplinare delle etichette o dei marchi UE), sono aggiunte anche quelle sull’impatto delle borse di plastica sull’ambiente e le misure per il raggiungimento dell’obiettivo di riduzione dell’utilizzo di borse di plastica, sulla sostenibilità dell’utilizzo delle borse biodegradabili e compostabili e sugli impatti delle borse oxo-degradabili.

A pagamento anche le borse di plastica riutilizzabili 

Anche per le borse di plastica commercializzabili, ossia quelle leggere riutilizzabili (art.226-bis co.2) la distribuzione non può essere gratuita. Il prezzo di vendita per singola unità deve quindi risultare negli scontrini o nelle fatture di acquisto dei beni trasportati con tali borse.

Pesanti le sanzioni previste per chi non rispetta le regole

Per la violazione delle disposizioni sul divieto di commercializzazione e sulla cessione a titolo oneroso è prevista una sanzione amministrativa che va da 2.500 a 25.000 euro. Sanzione che può aumentare fino al quadruplo del massimo (fino a 100.000 euro) se la violazione riguarda ingenti quantità di borse oppure un valore superiore al 10% del fatturato del trasgressore.

All'accertamento delle violazioni provvedono gli organi di polizia amministrativa, per questo è fondamentale, per le attività che forniscono ai propri clienti gli shopper biodegradabili, accertarsi di acquistare articoli conformi alle nuove disposizioni di legge.

L'impegno di CNA a fianco delle imprese continua 

Come CNA abbiamo da subito fatto sentire la nostra voce, in rappresentanza delle migliaia di aziende interessate da queste nuove disposizioni. Al di là di ogni polemica, di fatto il costo dei sacchetti, oltre a gravare sui consumatori, complicherà la vita alle imprese del settore, che nello scontrino fiscale devono far riportare la cessione del biodegradabile e indicarlo separatamente nel registro corrispettivi, con costi aggiuntivi per le imprese che devono modificare il gestionale di cassa.

Per questo CNA è impegnata fin da subito affinchè il provvedimento venga perfezionato, già dalla prossima legislatura.

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(09/01/2018)


Allegati
Caratteristiche sacchetti conformi


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