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Iniziativa FABBRICHE APERTE - 13 giugno 2010

Nell'ambito di un progetto di valorizzazione della produzione artigianale e di qualità, la Provincia di Vicenza insieme con Vicenza è e le Associazioni di Categoria, tra le quali la CNA, sta promuovendo l'attivazione di una rete di aziende e laboratori interessati ad essere visitati da turisti e da cittadini sia per conoscere i modelli produttivi che ad acquistare dei prodotti.

Il modello è quello delle "aziende aperte" francesi che sta dando grande riscontro a tutti i partecipanti (www.routard.com)

Oggi l'opportunità offerta dal progetto è quella di promuovere la propria impresa ed il proprio prodotto attraverso canali alternativi a quelli tradizionali.

Oggi è allestito un sito www.turismoindustrialevicenza.it dove ogni impresa interessata può essere presente.

Oltre alla presenza nel sito è in programmazione la giornata Fabbriche Aperte del Vicentino che, all'interno di un programma di iniziative convegnistiche e di promozione sul territorio, vuole aprire le porte delle imprese ad una nuova opportunità di contatto con il mercato.

Il 13 giugno è il primo appuntamento che sarà promosso attraverso della comunicazione specifica verso i potenziali clienti/visitatori (agenzie, alberghi, operatori turistici, in tutta l'area veneta).

Sarà realizzzata una mappa delle Fabbriche Aperte con indicazioni sui prodotti o sui servizi offerti, si sta pensando a delle targhe identificative delle imprese partecipanti e dei comuni promotori.

Oltre alla Provincia di Vicenza, i comuni promotori sono Breganze, Nove, Montecchio Maggiore, Schio e Vicenza.

Le imprese interessate sono invitate a completare la scheda allegata indicando oltre ai propri dati ogni altra nota organizzativa necessaria.
La scheda va ritrasmessa a CNA alla mail cna@cnavicenza.it o al fax 0444961628 entro il prossimo 20 aprile 2010.

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Presentato un progetto di Vicenza è sull'esempio di Porte Aperte

Turismo in fabbrica - Un richiamo per i visitatori e un business per le aziende visitate. L'esempio della Francia.


tratto da "Il Giornale di Vicenza"

di Roberta Paolini

Vicenza. Le aziende vicentine possono diventare mete turistiche? Parrebbe proprio di sì. A dirlo sono iniziative, perlopiù spontanee, che ogni anno portano i visitatori all'interno dell'anima produttiva delle città venete. L'impresa è una componente fondamentale del Nordest, è l'espressione della cultura e delle tradizioni del territorio. E le produzioni, venete e vicentine, raccontano le tradizioni, la storia, la vocazione dei luoghi da cui si sono sviluppate. Vicenza e! il Veneto sono considerate mete privilegiate da molti visitatori che entrano in cantine, distillerie, caseifici, salumifici, botteghe artigiane, aziende industriali, atelier. Per questo ieri, in Fiera a Vicenza, per la prima volta in Italia, il Consorzio Vicenza è, ente di emanazione della camera di Commercio per la promozione del turismo, ha proposto ai rappresentanti del ministero Attività prod uttive direzione turismo, Enit, Regione Veneto, UnionCamere, associazioni regionali di categoria di aprire ad un'azione di sistema per razionalizzare le iniziative di turismo d'impresa.
«La Provincia vicentina conta circa 40 mila aziende produttive che da alcuni in maniera non sistematica accolgono già dei visitatori - afferma Vladimiro Riva, consigliere delegato di Vicenza è - per questo abbiamo deciso di prendere esempio dalla Francia, dove il turismo d'impresa è una realtà consolidata e con un sistema di organizzazione che ha valenza nazionale».
A portare la lectio francese ci ha pensato Laetitia Morel, responsabile del progetto di turismo industriale dell'Assemblea francese delle Camere di commercio e industria. In Francia partecipano al piano del turismo d'impresa 70 enti camerali, vale a dire il 50 per cento delle camere di commercio del paese. I risultati? Formidabili. L'ultima indagine realizzata su un ca! mpione di 4 mila aziende riferisce numeri strabilianti. «Delle mille aziende interpellate, in 450 hanno risposto al nostro sondaggio - dice la Morel - comunicandoci un volume di visitatori che si aggira attorno agli otto milioni all'anno».
La stima esatta del fenomeno dovrebbe aggirarsi attorno ai 14 milioni di turisti l'anno. Le motivazioni per aprire le porte della propria impresa possono essere le più diverse. «L'esempio della Francia è un modello a cui ispirarsi - riflette Riva -. La loro iniziativa, denominata Porte Aperte, dura una settimana ogni anno, coinvolge tutte le aziende sul territorio nazionale e restituisce grandi risultati per le imprese che partecipano, sia in termini commerciali, che d'immagine. Con questo incontro abbiamo messo la palla in mezzo al campo; adesso tutto sta a vedere se ci sono, oppure no, le squadre».
Fuor di metafora, l'opinione di Riva è che il prossimo passo sarà comprendere se ci sono aziende pronte ad accogliere visitatori. E se il sistema dell'accoglienza ha intenzione di interessarsi a questa nuova nicchia di mercato. Ad aiutare a decidere le Pmi se farsi o no interpreti di questa nuova dimensione di turismo ci pensa la Morel. «La Francia ha realizzato uno strumento per aiutare l'azienda a realizzare il prodotto "visita". Infatti aprire le! porte di una fabbrica comporta una serie di dotazioni: spazi interni di accoglienza, guide agli impianti, messa in sicurezza dei locali al fine di tutelare i visitatori».
L'esperienza dei cugini d'Oltralpe oltre alle incombenze porta anche cifre favolose. I dati forniti dalla Morel dicono che i visitatori, annualmente coinvolti nel turismo d'impresa spendono di media 34 euro nei pro dotti realizzati dalle aziende che li ospitano. E si arriva a 50 euro per le imprese di estrazione artigiana. Il turismo d'impresa influisce sul 30 per cento delle vendite totali realizzate da un'azienda in un esercizio.
Il parere di Riva è che i margini di successo possono essere importanti per le Pmi vicentine. «In Francia sono ovviamente molto più avanti di noi rispetto che siamo ancora a livello episodico - commenta - ma il loro modello va emulato. Le aziende che praticano il turismo d'impresa hanno una sorta di certificazione di qualità denominato Destination enterprise che qualifica le aziende. Tutto ciò che viene fatto sinora, come le cantine aperte, giusto per fare un esempio, viene realizzato in maniera dilettantistica. Senza dubbio l'esempio francese tornerà di grande utilità e sarà un supporto vitale per aumentare la visibilità, migliorare la comunicazione e l'immagine d'azienda, rinvigo! rire il comparto commerciale». Per cominciare Vicenza è ha realizzato un manuale pratico per la promozione delle cantine.


(13/04/2010)


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