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Commissione di massimo scoperto: attenzione alle nuove “proposte” delle banche
Un onere a carico delle imprese che adesso si ripresenta sotto altre forme
Il Decreto Legge 185/2008 (anticirisi) aveva stabilito precisi limiti all’applicazione della commissione di massimo scoperto e la nullità delle relative clausole, recependo tra l’altro un indirizzo espresso proprio dal governatore della Banca d’Italia.
Le banche dovevano provvedere all’adeguamento della commissione secondo quanto prescritto dalla norma richiamata entro la fine del corrente mese di giugno.
Molti Istituti di Credito si sono già mossi, purtroppo sostituendo la commissione con altre (spesso addirittura più onerose) e contravvenendo così allo spirito della legge.
La CNA – a livello nazionale – ha chiesto di colloquiare con il Governo e nel contempo sollecita le imprese associate, tramite i Confidi del territorio, a informare gli Osservatori costituiti presso le Prefetture relativamente ai comportamenti tenuti dalle banche.
Vi invitiamo quindi a porre estrema attenzione alle comunicazioni che vi sono pervenute o vi perverranno dagli istituti di credito in merito alle “modifiche unilaterali delle condizioni di conto corrente”, analizzando le proposte delle banche anche tramite la consulenza degli uffici mandamentali della CNA di Vicenza.
Riportiamo di seguito la lettera della CNA Nazionale sulla commissione di massimo scoperto.
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