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Non c'è più tempo da perdere
La Direzione CNA chiede al Governo di dar seguito rapidamente ad interventi che consentano alle imprese di far fronte alle ripercussioni della crisi finanziaria. "Occorrono azioni immediate"
La liquidità delle imprese è a rischio, non solo per effetto del peggioramento delle condizioni in essere con le banche (rientri forzati, revoche, ritardi e incagli nell’erogazione di finanziamenti, sofferenze ed escussioni delle garanzie) ma anche in conseguenza dei ritardi riscontrati nei pagamenti da parte di fornitori e/o committenti. La crisi finanziaria si è abbattuta su una situazione già di sofferenza, creando tra gli imprenditori forti apprensioni per la tenuta del sistema produttivo, dato che sono proprio le micro e piccole imprese ad essere più esposte e vulnerabili nel rapporto con il mercato creditizio.
Se non si vuole mettere in ginocchio il sistema produttivo costituito in grandissima parte da micro e piccole imprese, occorre che il Governo non si limiti a dichiarare che prenderà provvedimenti a sostegno delle imprese, ma li attui immediatamente. Dal Governo, secondo CNA, è lecito aspettarsi almeno due decisi interventi sul fronte del sostegno alla domanda di consumi, potendo allo scopo utilizzare le maggiori elasticità dei parametri di Maastricht: una significativa defiscalizzazione dei redditi medio-bassi sia di lavoro che di impresa, una accelerazione della realizzazione del Piano Infrastrutturale del Paese e l’anticipazione generalizzata dei finanziamenti alle migliaia di opere pubbliche già decise ed inserite nei bilanci delle varie Amministrazioni Pubbliche. I provvedimenti avrebbero un'influenza positiva e determinante per rimettere in moto i consumi interni e ridare fiato al settore delle costruzioni, già duramente provato sul segmento immobiliare/abitativo, colpito dall’alto livello dei costi finanziari sui mutui che comprime notevolmente il mercato. Il “barometro della crisi” – rilevazione quindicinale della CNA sull’andamento del credito – rileva come sia in rapida crescita, una restrizione degli affidamenti di cassa, un rallentamento dei tempi di risposta alle domande di rinnovo fidi. Per la CNA è dunque prioritario in questa fase che si attuino interventi di politica economica in grado di garantire ed assicurare, innanzitutto, un accesso al credito a costi contenuti. Le altre priorità sono: la riduzione dei tempi di pagamento da parte della Pubblica Amministrazione mediante la compensazione tra debiti e crediti vantati dalle imprese nei confronti della stessa; il versamento dell’Iva al momento dell’effettivo pagamento della fattura da parte del debitore; la revisione delle tariffe dei premi assicurativi Inail; misure di tutela delle imprese soggette agli studi di settore. Sul fronte del sostegno degli investimenti la CNA sollecita un intervento fiscale che consenta la deducibilità integrale degli interessi passivi, relativi a finanziamenti diretti all’acquisizione di beni strumentali. Sul territorio, infine, le Associazioni della CNA sono impegnate nel confronto con le Amministrazioni Provinciali e le Camere di Commercio, per ottenere un impegno a stanziare risorse aggiuntive a sostegno dell’emergenza creditizia a livello locale, favorendo la costituzione di fondi da assegnare in gestione ai Confidi.
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