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“Azioni positive”: anche a Vicenza
lo sportello per l’imprenditoria donna
Nel Veneto la Regione rilancia le "azioni positive per l'imprenditoria femminile"
Nel Veneto la Regione rilancia le "azioni positive per l'imprenditoria femminile", secondo la legge 215/92 per agricoltura, manifatturiero e assimilati, commercio turismo e servizi, con il bando 2002 sostenuto dalla Cna e da tutte le organizzazioni di categoria. Grande è stata la partecipazione delle donne al precedente bando, e l'avvio di diverse iniziative in vari settori. Ora nel Veneto la rete delle opportunità può contare sulla collaborazione delle Camere di Commercio e degli Uffici Urp della Regione, ma anche delle associazioni di categoria che hanno aperto sportelli di sostegno in tutto il territorio. Per Vicenza, lo sportello della Cna per l'imprenditoria femminile opera in via Giordano 4, dalle 9 alle 12 e dalle 14.30 alle 17, su appuntamento (0444 569900, e-mail: impresadonna@cnavicenza.it) e con responsabile Lucidia Quadri. Ma intanto, la legge finanziaria già approvata alla Camera "dimentica" l'imprenditoria femminile, così affermano le rappresentanti di CNA, Agci, Cia, Coldiretti, Confapi, Confcommercio, Confcooperative, Confesercenti, Legacoop, riunite nel Coordinamento Donne d'Impresa. Con l'art. 52 infatti viene drasticamente ridotto il contributo della legge 215 del 1992 "Azioni positive per l'imprenditoria femminile", su cui sono state presentate solo nel quarto bando, chiuso a maggio del 2002, circa 27.000 domande di finanziamento. Si deve ricordare che, con i primi quattro bandi, sono stati erogati 410 milioni di Euro di finanziamenti, per 8412 imprese rosa agevolate, con un indotto occupazionale di 47.141 nuovi posti di lavoro, e che la legge 215 rappresenta l'unica possibilità per migliaia di imprese femminili di promuovere sviluppo ed occupazione. Il Coordinamento Donne d'Impresa sottolinea che la legge 215 ha fino ad ora agevolato investimenti di modesto importo, per i quali la proposta trasformazione da incentivo in finanziamento a rimborso inciderebbe in misura rilevante sul livello di indebitamento delle imprese femminili, e potrebbe rappresentare un fattore scoraggiante alla realizzazione delle iniziative. Il Coordinamento Donne d'Impresa chiede con forza chi si mantengano le attuali modalità di finanziamento, unica condizione per garantire l'imminente apertura del quinto bando 2002.
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