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Glossario terminologia aziendale

Lista della terminologia commerciale legata alla gestione economica e logistica di un'azienda

Advertising
Forma di pubblicità effettuata utilizzando i mezzi di comunicazione di massa (stampa, TV, radio ecc.) per diffondere un prodotto, un servizio o un’idea, con l’obiettivo di incrementarne le vendite e per tenere viva l’immagine ed il ricordo dell’impresa presso il pubblico. Questa forma di comunicazione appartiene ad una delle leve del marketing mix.

Aggiotaggio
L’azione che mira a provocare ingiustificati rialzi nelle quotazioni di titoli o di merci mediante la diffusione di notizie false o solo tendenziose.

Ampliamento
Iniziativa che intende aumentare la capacità di produzione dell’azienda attraverso aumento dei prodotti attuali o di altri similari e/o a creare nuova capacità produttiva attraverso l’inserimento di fasi produttive o la realizzazione in proprio di semilavorati.

Anagrafe tributaria
Raccolta sistematica, effettuata a livello nazionale di dati e notizie riguardanti ogni contribuente (persona fisica o giuridica). Tale sistema raccoglie informazioni da dichiarazioni e denunce presentate dai soggetti obbligati agli uffici fiscali, ed hanno rilevanza ai fini tributari.

Annacquamento del capitale
Valutazione del capitale di un’impresa in eccesso rispetto alla sua reale consistenza. La valutazione eccessiva si può ottenere in due modi: gonfiando il valore delle attività (specie immobilizzazioni, stock di magazzino, ecc.) o riducendo il valore delle passività. L’operazione può risultare rischiosa nelle società di capitali, in cui l’unica garanzia offerta ai terzi è costituita da una reale situazione patrimoniale.

Area di business
Parte dell'azienda coincidente con un'area di mercato specifica. In una azienda vi possono essere più aree di business, ciascuna delle quali, dal punto di vista organizzativo, si comporrà con un insieme di prodotti, servizi e risorse destinati ad un gruppo di consumatori all'interno di un particolare sistema competitivo.

Aree depresse
Vengono indicate zone depresse quelle aree geografiche che rientrano negli obiettivi 1 e 2 dei fondi strutturali comunitari (Regolamento CE n.1260/1999). L'obiettivo 1 comprende le regioni in ritardo di sviluppo ( Pil <75% del Pil comunitario), l'obiettivo 2 comprende le aree in fase di mutazione socioeconomica nei settori dell'industria e dei servizi, le zone rurali in declino, le zone urbane in difficoltà e le zone dipendenti dalla pesca che si trovano in una situazione di crisi.

Autofinanziamento d’impresa
Parte di utile d’esercizio non distribuita ai soci dell’impresa, ma accantonata nei fondi di riserva e reinvestiti nell’impresa. Con tale procedura l’azienda fa fronte alle esigenze produttive ed ai nuovi investimenti, senza richiedere prestiti a terzi o nuovi apporti ai propri soci.

Bene complementare
Bene che si usa con altri beni per soddisfare un bisogno.

Beni economici
Il bene economico, presenta tre caratteristiche: l’utilità, ha la capacità di soddisfare un bisogno; la limitatezza, è una risorsa scarsa rispetto al fabbisogno individuale o collettivo; l’accessibilità, può essere acquistato pagando un costo monetario.

Beni immobili
Sono quei beni che, naturalmente o artificialmente, sono incorporati al suolo anche se in via transitorio (il suolo, le sorgenti ed i corsi d’acqua, gli alberi, gli edifici e le costruzioni). Sono immobili anche i mulini, i bagni (stabilimenti e strutture balneari) e gli altri edifici galleggianti quando sono saldamente assicurati alla riva o all’alveo e sono destinati ad esserlo in modo permanente per la loro utilizzazione.

Beni mobili
Sono tutti i beni che non sono incorporati al suolo; questi comprendono anche le energie naturali che hanno valore economico (energia elettrica, radioelettrica, termica e cinetica).

Beni pubblici
Beni di proprietà dello Stato o degli Enti pubblici territoriali (Comuni, Provincie, Regioni), destinati all’uso diretto o indiretto dei cittadini. Si dividono in:
• beni demaniali, sono usati direttamente dai cittadini per il soddisfacimento dei bisogni collettivi;
• beni patrimoniali, sono usati dallo Stato o dagli Enti pubblici per servizi pubblici e non possono essere venduti sino a quando non cessa la loro destinazione.

Bene succedaneo
Bene che ha la stessa capacità di soddisfare un bisogno rispetto ad un altro bene; si definiscono anche beni sostitutivi o surrogati.

Bilancia Commerciale
Conto in cui si registrano le operazioni riguardanti gli scambi commerciali di beni e di servizi di un Paese verso altri Paesi (ovvero le esportazioni e le importazioni), in un determinato periodo di tempo. La differenza, o saldo, può essere un avanzo, un disavanzo o un pareggio.

Bilancia dei pagamenti
Conto in cui si registrano le entrate e le uscite di valuta dal Paese verso l’estero, a qualunque titolo esse avvengano. La bilancia dei pagamenti si compone di tre parti: partite correnti (tra le quali figura la bilancia commerciale), movimenti di capitali, e movimenti monetari. È, quindi, la bilancia dei crediti e dei debiti di uno Stato verso l’estero. Vengono registrate nella sezione a credito le partite (o voci) che danno luogo ad un flusso in entrata di moneta dall’estero, a debito quelle che fanno uscire moneta dallo Stato considerato.

Bonds
Sono obbligazioni che se riferite alla società emittente, figurano nello Stato patrimoniale come prestito obbligazionario tra le passività a lungo termine ed al valore di rimborso. Se si tratta di obbligazioni in portafoglio, risultano collocate tra le attività dello Stato patrimoniale, in quanto titoli acquistati, fruttiferi e rimborsabili alla scadenza.

Bonus fiscale
È una forma di agevolazione introdotta recentemente, che offre la possibilità al beneficiario di monetizzare il contributo in sede di pagamento d’imposta. Si tratta di un contributo in conto capitale (compreso l’aspetto fiscale), che viene erogato sotto forma di detrazione dall’importo spettante dall’ammontare delle varie imposte che l’azienda deve pagare sul proprio conto fiscale.

Borsa valori
Mercato ufficiale dei titoli finanziari: azioni e obbligazioni delle società commerciali, titoli di Stato, divise estere. La Borsa è un mercato finanziario che favorisce l’afflusso alle imprese dei mezzi finanziari necessari alla gestione ed per soddisfare le esigenze dei risparmiatori. La funzione della borsa è favorire l’incontro tra la domanda di titoli (avanzata da risparmiatori, speculatori, ecc.) ed offerta (proveniente dalle società di capitali, dallo Stato, ecc.). I prezzi delle quotazioni di borsa (riportati nei listini giornalieri) vengono fissati in funzione della domanda e dell’offerta degli stessi, questi possono fluttuare per eventi come tensioni sociali, accadimenti politici o per l’azione di giocatori che intendono guadagnare rapidamente.

Borse locali
Mercati locali o territoriali di titoli i cui vantaggi sono costituiti dalla diretta conoscenza delle aziende produttrici operanti nella zona, di dimensioni piccole o medie, nasce la fiducia dei risparmiatori, i quali indirizzerebbero le loro risorse finanziarie verso tali mercati locali e non cercherebbero più l’investimento nei titoli di Stato o in mercati ufficiali.

Borsino
Ufficio borsa esistente in ogni banca di una certa importanza che effettua operazioni di compravendita di titoli di Stato e privati e fornisce, in collegamento con la borsa valori, le quotazioni costantemente aggiornate dei titoli che appaiono su video terminali, istallati in apposito locale a disposizione dei clienti. Dai borsini possono partire, tramite banca, gli ordini dei piccoli risparmiatori indirizzati alla Borsa, per l’acquisto di azioni.

Budget
Tale termine ha vari significati: bilancio, programma, stanziamento, piano, preventivo. Per le imprese acquista il significato di controllo di gestione attraverso un sistema di budgets di tipo finanziario, economico e patrimoniale. In tal modo si attua la programmazione aziendale: stesura di programmi e di piani, la fissazione di obiettivi e la scelta di mezzi per raggiungerli. La tecnica del controllo budgetario si chiama budgetary control.

Budget finanziario
Parte del sistema di budget, riguardante l’aspetto finanziario. Con tale strumento si vuole attuare la correlazione (per ammontare e per scadenze) tra le fonti (o entrate) ed impieghi-investimenti (o uscite), evitando carenze o esuberanze di risorse finanziarie, mirando al pareggio finanziario, relativamente ad un certo periodo di tempo (anno, semestre, mese). In alcune imprese si attua il budget di cassa (cash budget) in cui si prendono in considerazione entrate ed uscite, settimanali, quindicinali o mensili.

Budgetary control
Tecnica del controllo budgetario che consente di mettere a confronto dati previsionali con dati consuntivi, rilevandone le differenze (denominate scarti), individuare le cause (analisi degli scostamenti), per definire delle azioni in grado di modificare i gap (scostamenti o le deviazioni). Il budgetary control valuta tutti i tipi di budget: quelli fondati sulle grandezze economiche del tipo costi-ricavi (budget economici), sulle grandezze finanziarie (riscossioni e pagamenti), o sulle grandezze patrimoniali (attività e passività del patrimonio aziendale). Per ogni tipologia tutti rileva i possibili scostamenti tra dati previsti e dati di esecuzione.

Buy-back
Traduzione "tornare ad acquistare", consiste nel riacquisto da parte di una società, che dispone di azioni quotate in borsa, di un pacchetto di minoranza in mano di un investitore che ha accumulato tali azioni acquistandole sui mercati borsistici, od anche ricorrendo a private negoziazioni. Il prezzo di riacquisto della partecipazione di minoranza è superiore al prezzo di mercato delle singole azioni e la differenza si chiama "premio di riacquisizione". L’operazione di buy-back viene effettuata dalla direzione aziendale (top management) nel caso in cui si teme che il detentore del pacchetto possa chiedere un seggio nel Consiglio di Amministrazione o altro. In breve si vuole eliminare una quota di minoranza pagando per il pacchetto azionario un prezzo superiore a quello valutato dal mercato borsistico.

Cambiale
Titolo di credito che conferisce al possessore il diritto incondizionato di farsi pagare da una determinata persona, una certa somma, ad una scadenza definita sul titolo. Questo titolo sii distingue in:
• "pagherò" o "vaglia cambiario", in cui l’emittente promette direttamente di pagare ad un altro soggetto (beneficiario);
• "tratta", in cui l’ordine di pagare viene dato dal traente ad un terzo verso di lui obbligato (trattario) a favore del beneficiario. Si dice "cambiale in bianco" quel titolo che manca di uno o più requisiti (scadenza, importo, nome del beneficiario) deve essere bollata, con la firma dell’emittente e risultare riempita entro tre anni dall’emissione.

Capital shock
Traduzione di "capitale sociale" cioè numero di azioni per il loro valore nominale. Il capitale sociale può essere costituito da azioni ordinarie e da azioni privilegiate.

Capitale circolante
Insieme dei beni che si possono trasformare in denaro entro l’anno. Si possono annoverare merci in magazzino e destinate alla vendita, di crediti verso la clientela da riscuotere, titoli prontamente vendibili e disponibilità liquide. Tale voce si contrappone alle immobilizzazioni che sono difficilmente monetizzabili.

Capitale di credito
Capitale acquisito dall’azienda a titolo di prestito da banche o da altre aziende o sotto forma di dilazioni di pagamento da parte dei fornitori. Si definisce anche capitale esterno ed ha natura diversa dal capitale di rischio.

Capitale di rischio
Capitale conferito direttamente in azienda dal titolare (nel caso di azienda individuale) o dai soci (nel caso di azienda societaria). Il capitale viene immesso e quindi investito in azienda senza limiti di tempo, la remunerazione è relativa al risultato economico conseguito dall’attività nel suo complesso.

Capitale netto
Valore complessivo delle attività di un singolo o di un’azienda al netto delle passività.

Capitalizzare un costo
Significa sospendere il costo dai componenti negativi del reddito dell’esercizio in cui venne sostenuto, e farlo partecipare al reddito dei successivi esercizi. Il costo capitalizzato diventa così un componente attivo del capitale di un’azienda e sarà quindi soggetto ad ammortamento divenendo un bene ad utilità ripetuta. Gli effetti economi della capitalizzazione dei costi sono: un miglioramento del reddito dell’esercizio che si sta per chiudere ed un andamento negativo dei redditi futuri, sui quali i costi capitalizzati vanno a gravare mediante quote di ammortamento.

Capitalizzazione
Procedura mediante la quale l’interesse maturato per un arco di tempo e ad un determinato tasso non viene riscosso dal creditore, ma portato in aumento del capitale. Nei periodi successivi, il nuovo interesse maturerà, non solo sul capitale iniziale, ma anche sull’interesse prodotto nel periodo precedente. Il capitale risulterà crescente nel tempo, perché si aggiungono periodicamente gli interessi.

Ceck-up aziendale
Insieme di dati ed informazioni contabili ed extracontabili necessarie per valutare lo stato di salute di un’impresa considerata sotto gli aspetti economico (costi e ricavi), finanziario (entrate ed uscite) e patrimoniale (attività e passività).

Centro di costo
Unità organizzativa dell’impresa che svolge lavori ed operazioni omogenee., individuata per rendere sistematica la rilevazione dei costi. Il centro è sotto la diretta responsabilità di un responsabile che ha il compito di rilevare e controllare i costi, verificando i rendimenti del personale del centro. Ai centri di costo si possono ricondurre: centri di produzione, sono relativi al processo industriale e risultano ulteriormente suddivisibili in centri produttivi, questi effettuano la trasformazione dei fattori di produzione in prodotti, e centri ausiliari, che forniscono servizi agli altri centri produttivi; centri funzionali, accolgono i centri di natura non industriale. Vi sono anche centri di ricavo, centri di profitto ed centri di investimento, la cui natura è relativa al risultato.

Consorzio
Si definisce un’associazione di persone fisiche o giuridiche che ha come scopo la realizzazione in comune di un interesse di queste persone. Il presupposto è determinato da un’organizzazione comune che mira a coordinare l’azione di tutti i consorziati, attraverso la regolamentazione della produzione, degli scambi, di nuovi sistemi di vendita e l’elaborazione di statistiche, nonché attraverso la vigilanza sull’adempimento, da parte dei consorziati, degli obblighi assunti. In relazione alle obbligazioni acquisite dal consorzio risponde esclusivamente il Fondo consortile. Il consorzio si costituisce volontariamente con un contratto plurilaterale e richiede la forma scritta (discrezionalmente) e soci utenti (i beneficiari dei servizi).

Contributo a fondo perduto
Il contributo a fondo perduto è l’erogazione di una somma di denaro, subordinata ad una finanziamento e non va restituita. Tale somma è destinata a finanziare le spese di avvio, quelle relative agli investimenti oppure alla gestione dell’iniziativa. Tra le spese di avvio si annoverano quelle relative alla costituzione della società, le spese notarili e per l’acquisto e la vidimazione dei libri contabili. Le spese d’investimento comprendono i beni mobili ed immobili come il terreno, le opere edilizie, gli allacciamenti, i macchinari, gli impianti e le attrezzature, nonché brevetti, marchi, software e qualsiasi altro bene con utilità pluriennale. Le spese di gestione comprendono quelle relative a quei beni, materiali e non, il cui costo incide sull’esercizio in corso e non è ammortizzabile in più anni, come ad esempio materie prime, semilavorati e prodotti finiti, servizi, prestazioni di terzi, canoni, affitti, ed oneri finanziari.

Contributo in conto canoni
Si può assimilare ad un contributo in conto interessi e si applica ad un contratto di locazione finanziaria; il suo effetto è abbattere l’onere dei canoni a carico del soggetto beneficiario.

Contributo in conto capitale
Rappresenta il contributo "a fondo perduto" quindi non si prevede alcuna restituzione di capitale o pagamento di interessi il calcolo è determinato in percentuale in funzione delle spese ammissibili. Solitamente non sono necessarie garanzie, ad eccezione dei casi in cui si prevede una anticipazione.

Contributo in conto esercizio (gestione)
L’erogazione è simile al contributo in conto capitale, la differenza riguarda l’imposizione fiscale alla quale viene assoggettato. In tal caso il contributo viene "trattato" come ricavo e quindi è soggetto a tassazione in relazione al periodo di competenza e per l’intero importo (per quanto riguarda la tassazione dei contributi in conto capitale si rimanda alla definizione di ESL e di ESN). Questa agevolazione è concessa ai beneficiari per sostenere le spese di gestione (personale, pubblicità, viaggi, locazioni immobiliari, oneri finanziari).

Contributo in conto interessi
Si tratta di un contributo che viene concesso a fronte di un finanziamento a medio lungo termine. Il contributo è erogato direttamente all’istituto finanziatore, che se ne servirà per abbassare il tasso di interesse applicato al finanziamento dell’impresa beneficiaria. Il contributo in conto interessi prevede la stipula del finanziamento e la richiesta dell’agevolazione come due momenti separati e di competenza diversa. Il finanziamento viene perfezionato in base alle condizioni di mercato, indipendentemente dall’intervento agevolativo, che si innesca successivamente. In base agli strumenti di agevolazione, la data di decorrenza dell'intervento è quella della data di stipula del finanziamento piuttosto che la data di delibera dell’agevolazione. Non vengono richieste particolari garanzie da parte dell’ente erogatore, poichè si ritiene sufficiente l’esito positivo dell’istruttoria effettuata dall’istituto finanziatore.

Cooperative sociali (tipo A)
Si definiscono quelle imprese sociali che gestiscono servizi socio – sanitari. L’obiettivo primario è inserire nel mondo del lavoro soggetti spesso svantaggiati. La tipologia dei soci è particolare, infatti tali imprese si compongono di: soci lavoratori (dipendenti o collaboratori); soci volontari (hanno diritto al solo rimborso spese e possono essere al massimo il 50% dei soci); soci sovventori (partecipano al capitale ed hanno da 1 a 5 voti attribuiti

Cooperative sociali (tipo B)
Le imprese sociali hanno la finalità di inserire nel mondo del lavoro, persone disabili con handicap maggiore del 45% (psichiatrici, tossicodipendenti e alcool-dipendenti, detenutii ed ex detenuti, minori a rischio). Tali imprese, devono avere nella compagine come lavoratori almeno il 30% di persone svantaggiate.

Costi ecologici
I costi sociali sono quelli provocati dai danni degli scarichi industriali, reflui, rifiuti e residui di lavorazione.

Costi di struttura
Si definiscono tali quei costi sostenuti per l’azienda, e considerata nella sua globalità. Pertanto i costi di struttura comprendono quelli relativi alla direzione generale, all’organizzazione, alla ricerca e allo sviluppo, alle pubbliche relazioni ed affluiscono ai centri di struttura nella contabilità aziendale analitica, articolata per centri di costo. Risulta difficile imputarli ai vari centri di costo, ma è importante per determinare il costo dei vari prodotti o dei servizi.

Costi e ricavi operativi
Sono quei costi relativi alla gestione caratteristica di un’impresa, cioè alle operazioni che concernono l’oggetto che caratterizza l’attività produttiva di una impresa.

Costi figurativi
Sono costi non accompagnati da uscite numerarie effettive; essi si riferiscono all’attività dell’imprenditore che deve essere remunerata con porzioni di reddito. Si configurano come tali:
• il salario direzionale cioè il compenso per l’attività di lavoro di tipo imprenditoriale;
• l’interesse di computo: compenso per il capitale investito nell’impresa dal titolare;
• il premio per il rischio economico: compenso per il rischio sopportato dall’imprenditore per gestire l’impresa.

Costi fissi e variabili
È uno dei metodi per classificare i costi di un’impresa. I costi fissi non dipendono dal volume di produzione perché connessi all’esistenza dell’azienda; i secondi variano in misura proporzionale alle quantità prodotte, o di beni e servizi.

Costo del venduto
Si intende il costo della produzione venduta, determinato valutando il costo della produzione ottenuta nell’anno, sottraendo il valore dei prodotti in rimanenza (cioè il costo della produzione che è rimasta invenduta alla fine dell’esercizio) ed aggiungendo il valore dei prodotti esistenti all’inizio dell’esercizio successivo. In azienda il costo del venduto si confronta con il totale dei ricavi di vendita ottenendo un risultato economico lordo detto utile o perdita.

Costo di produzione
Si ottiene sommando i costi sostenuti per realizzare una determinata produzione di beni o servizi e risulta derivare dalla somma delle quantità di fattori produttivi impiegati, moltiplicati per i relativi prezzi.

Costo monetario
Quantità di denaro necessaria per acquistare o produrre beni o servizi.

Day order
Letteralmente "ordine valido un giorno" indica l’ordine di comperare o di vendere, se non viene eseguito nella giornata in cui è stato ricevuto si può considerare dev’essere scaduto.

Debiti a breve, a medio e a lungo termine
Si definiscono debiti a breve quelli con scadenza fino a 12 mesi; a medio termine con scadenza fino a 5 anni e a lungo termine con scadenza fino a 20 anni. I debiti che hanno natura commerciale sono a breve termine, mentre i mutui e le obbligazioni sono a medio/lungo termine.

Deflazione
Processo economico che tende a rallentare l’aumento generale dei prezzi, e quindi dell’inflazione, attraverso manovre che provocano un rallentamento dell’attività economica (diminuzione dell’occupazione, delle importazioni e del reddito nazionale). La diminuzione della moneta in circolazione genera un conseguente aumento dei tassi d’interesse un aumento dell’imposizione fiscale ed una e riduzione relativa delle spese pubbliche.

De minimis
Secondo quanto previsto dalla Commissione europea si ritiene che gli aiuti di importo poco elevato non possano potenzialmente falsare la concorrenza tra le imprese e pertanto consentire agli Stati membri di erogare senza particolari vincoli aiuti ec-fin. che vengono definiti aiuti "de minimis". Fino al 1996 il sistema dei sostegni era quantificato in un totale di 50.000 Ecu, erogabili in un periodo di 3 anni a decorrere dalla data di erogazione del primo aiuto. Era possibile quindi erogare agevolazioni alle imprese, senza l’obbligo di notifica alla Commissione, purchè il totale erogato nell’arco di 3 anni alla singola impresa non superasse i 50.000 Ecu. Dal 1996 secondo quanto previsto e pubblicato dal G.U.C.E. n. C 68 del 6 marzo 1996, l’importo massimo erogabile nel regime "de minimis" è stato elevato a 100.000 Ecu.; pertanto gli aiuti vengono erogati in forma diversa dalla sovvenzione diretta in denaro, questi devono essere convertiti in equivalente sovvenzione calcolata al lordo delle imposte.

Deregulation
Si definisce "deregolamentazione", quel processo di liberalizzazione che permette la riduzione di norme legislative e regolamentari che appesantiscono i procedimenti ed i rapporti tra i cittadini e la Pubblica Amministrazione e le imprese. Nel quotidiano significa minori interventi da parte dello Stato nel regolamentare l’attività economica. Tale processo snellisce le procedure, riduce molti vincoli agevolando gli operatori economici.

Detassazione utili reinvestiti
Agevolazione di carattere finanziario che consiste nell’esonerare dal pagamento delle imposte Ilor e Irpeg quella porzione di utili di esercizio dichiarati in bilancio ma non distribuiti, perché reinvestiti in azienda.

Direct costing
Per direct costing s’intende il sistema di valutazione per costi diretti.
In contabilità industriale adottare il direct costing, significa imputare all’oggetto di costo cioè (prodotto, una produzione, una commessa), di cui si vuole conoscere il costo solo i costi variabili ad imputazione diretta sostenuti esclusivamente per quel prodotto, o commessa.
Il Direct costing non considera i costi generali o comuni che sono classificati come costi di periodo.

Ditta
Si definisce Ditta il nome sotto il quale l’imprenditore esercita la propria attività. Secondo quanto definito dal codice civile è uno dei segni distintivi dell’azienda. L’imprenditore ha diritto all’uso esclusivo della ditta che, comunque sia formata, deve contenere almeno il suo cognome o la sigla. Per le società la ditta è costituita dalla ragione sociale (nel caso di società di persone) e dalla denominazione sociale (nel caso di società di capitali).

Ditta individuale
La definizione del codice civile indica che la ditta individuale si identifica come il "nome commerciale" sotto il quale l’imprenditore esercita la sua attività, cioè il mezzo attraverso cui l’attività economica è identificabile; il corrispondente per le società di persone è la ragione sociale, mentre per le società di capitali è la denominazione sociale: che non coincide con il soggetto giuridico.

Dumping
Letteralmente "vendita sottocosto"; è una forma poco corretta di concorrenza perché danneggia i concorrenti esteri nei mercati nazionali. Questa forma è attuata vendendo un determinato prodotto su un mercato estero ad un prezzo inferiore rispetto a quello praticato sul mercato interno e ad un prezzo non sufficiente a coprire il costo di produzione. La finalità è conquistare nuovi mercati o aumentare le quote di mercato.

Engineering
L’engineering è un contratto mediante il quale un’impresa si impegna a progettare ed eseguire un’opera industriale, spesso di grandi dimensioni, mettendola in condizioni di funzionare

ESL - Equivalente sovvenzione lordo
L’ESL è il valore dell’agevolazione concessa ad una azienda, al lordo delle tasse, rapportato all’intero ammontare dell’investimento. Per rendere omogenei e confrontabili i valori, tutti i flussi monetari devono essere attualizzati ad una medesima data, quindi si è convenuto che la data di riferimento per l’attualizzazione è il 31 dicembre dell’anno in cui avviene il primo esborso relativo agli investimenti. Si è stato definito in modo convenzionale inoltre, che tutti i movimenti di cassa vengano considerati effettuati al 31 dicembre dell’anno in cui si sono effettivamente manifestati. Il tasso di attualizzazione per determinare il calcolo è quello in vigore nell’anno solare in cui hanno inizio gli investimenti oggetto dell’agevolazione.

ESN - Equivalente sovvenzione netto
L’equivalente sovvenzione netto rappresenta il valore dell’agevolazione ottenuta attualizzata al netto dell’imposizione fiscale attualizzata. Per effettuare i calcoli è importante considerare due elementi: L’ESN è ciò che rimane all’impresa della sovvenzione ricevuta, una volta che sono state pagate le tasse. Si tenga presente che, nell’effettuare i calcoli, si considera che l’impresa possa realizzare degli utili il primo anno e che tali somme siano congrue per il pagamento dell’imposta relativa alla sovvenzione. Per valutare la pressione fiscale, occorre far riferimento al T.U.I.R., che consente, nel caso di contributi in conto capitale, di accantonare in sospensione d’imposta il 50% dei contributi ricevuti dall’impresa, mentre il rimanente 50% deve essere considerato tra i ricavi dell’esercizio in corso, o distribuito in 5 esercizi, incluso quello nel quale sono stati incassati i contributi; nel caso di contributi in conto interessi, il valore soggetto alla tassazione è pari all’intero importo erogato.

Factoring
Contratto mediante il quale un’impresa cede ad una società detta società di factoring i crediti che essa ha verso la propria clientela, per vendite di beni e servizi con pagamento differito, e ne ottiene l’accredito dell’ammontare in conto corrente. La funzione della società di factoring è quella di intermediazione finanziaria essa quindi acquista i crediti ne cura la riscossione, esigendo una commissione di factoring ed un diritto fisso. Nella realtà accade che la società di factoring anticipa all’impresa l’importo delle fatture prima della scadenza; in tal caso essa esige anche una scadenza.

Fideiussione
La fideiussione è la garanzia che un terzo presta, mediante il patrimonio personale, a favore di un debitore nei confronti di un creditore. La fidejussione si costituisce con un contratto tra creditore e fideiussore, il quale garantisce con tutti i suoi beni l’adempimento dell’obbligazione, salvo poi rifarsi con il debitore.

Financial reporting
Rappresenta l’insieme dei rapporti finanziari basati su dati contabili, presentati periodicamente alla direzione (o management) o alla proprietà (che detiene il capitale sociale) perché sia informata sull’andamento della gestione aziendale.

Finanziamento a tasso agevolato
È un prestito operato da un Istituto di credito, che in alcuni casi deve essere abilitato a tal fine, le cui condizioni di rimborso sono facilitate grazie alla possibilità di usufruire di alcuni vantaggi particolari quali: abbattimento del tasso d’interesse (che si trasforma in una quota interessi più bassa di quella che si pagherebbe a tasso pieno), concessione di un periodo di preammortamento (che consente di rimborsare la quota capitale alla fine di tale periodo sostenendo quindi inizialmente solo la quota interessi), flessibilità della durata del finanziamento (che ne consente un utilizzo personalizzato e funzionale al proprio progetto d’impresa), esonero dalla esibizione di garanzie patrimoniali personali (che consente di alleggerire la esposizione debitoria dei soggetti imprenditoriali e/o dell’impresa). Naturalmente questi vantaggi non sempre si riscontrano tutti contemporaneamente, cosicché alcuni tipi di finanziamento agevolato appaiono più appetibili di altri.

Franchising
È un contratto con il quale un produttore o un distributore grossista, titolare di un brevetto, di un marchio, o di know-how commerciale, concede a dei rivenditori dettaglianti indipendenti tale diritto. Questi ultimi vendono i prodotti utilizzano il marchio, ed applicano tecniche di vendita definite dal titolare. Il franchisor o concedente o affiliante appartiene al settore produttivo mentre il franchisee o concessionario o affiliato opera nel settore distributivo, anche se in alcuni casi possono entrambi appartenere al settore distributivo (grossista e rivenditore). I distributori utilizzano la competenza e le procedure tecniche ideate e sperimentate dal produttore beneficiando della pianificazione mezzi (campagne pubblicitarie) promossa da quest’ultimo a sostegno dell’immagine dei prodotti.

Full-costing
È il sistema del costo pieno. In contabilità industriale l’adozione del full costing consiste nell’imputare all’oggetto di costo (ciò di cui si vuole conoscere il costo: un prodotto, una produzione, una commessa), oltre ai costi variabili di diretta imputazione, anche i costi generali o comuni, previa ripartizione di questi in base ad opportuni criteri di riparto.

General accounting
S’intende contabilità generale il cui scopo è la determinazione del reddito d’esercizio e del capitale di funzionamento. Le due grandezze (reddito e capitale) compaiono nel documento che si redige in azienda e si chiama bilancio annuale.

Gruppo economico e finanziario
Si è in presenza di un gruppo quando più imprese, giuridicamente distinte, ma tutte dominate da un unico soggetto, detto capogruppo, possiede partecipazioni azionarie nelle società controllate. Il gruppo può essere finanziario (holding finanziaria), quando gestisce pacchetti azionari, oppure svolge un’attività produttiva; in quest’ultimo caso svolge un’attività economica in settori primario, secondario o terziario.

Immobilizzazioni
Si definiscono quei beni dell’impresa o impieghi di capitale che richiedono più di un anno per trasformarsi in capitale. Si classificano in immobilizzazioni tecniche: macchinari ed impianti, automezzi ed altri beni strumentali, immateriali: marchi, brevetti, spese di impianto, avviamento, costi capitalizzati, ed infine finanziarie a cui appartengono crediti a lungo termine, partecipazioni. Le immobilizzazioni hanno fecondità ripetuta sono cioè a lungo ciclo di utilizzo e quindi sono beni che si ammortizzano.

Imprenditore agricolo
Si definisce imprenditore agricolo chi esercita un’attività diretta per la coltivazione del fondo, la silvicoltura, l’allevamento del bestiame ed attività connesse. Si reputano connesse quelle attività volte alla trasformazione o alla vendita dei prodotti agricoli, nel caso in cui rientrano nell’esercizio normale dell’agricoltura.

Impresa artigiana
Lo scopo prevalente di tale forma giuridica è la produzione di beni, semilavorati, o la prestazione di servizi (escluse le attività agricole, commerciali, di intermediazione mobiliare, di ristorazione, salvo il caso in cui risultino strumentali ed accessorie all’esercizio dell’impresa), esercitata in forma di società, anche cooperativa (con esclusione delle srl, spa e sapa). Nei casi indicati la maggioranza dei soci (o uno nel caso di due soci) deve svolgere all’interno del processo produttivo prevalentemente lavoro personale, anche manuale, ed il lavoro deve avere una funzione preminente sul capitale.
L’impresa artigiana anche quella costituita in forma di società unipersonale (srl), il socio unico può esercitare l’attività personalmente e professionalmente in qualità di titolare. L’imprenditore artigiano può essere titolare di una sola impresa artigiana e può essere svolta anche con l’aiuto di personale dipendente diretto personalmente dall’imprenditore artigiano o dai soci a condizione che non superi i seguenti limiti. Per quelle imprese che non lavora in serie è consentito un massimo di 18 dipendenti, compresi gli apprendisti (max 9), elevabile fino a 22 a condizione che le unità aggiuntive siano apprendisti ; per l’impresa che lavora in serie (purché con lavorazione non del tutto automatizzata) è previsto un massimo di 9 dipendenti, compresi gli apprendisti (max 5), elevabile fino a 12 a condizione che le unità aggiuntive siano apprendisti; per l’impresa che svolge la propria attività nei settori delle lavorazioni artistiche, tradizionali e dell’abbigliamento su misura, un massimo di 32 dipendenti, compresi gli apprendisti (max 16), elevabile fino a 40 a condizione che le unità aggiuntive siano apprendisti per l’impresa di trasporto un massimo di 8 dipendenti per le imprese di costruzioni edili un massimo di 10 dipendenti, compresi gli apprendisti (max 5), elevabile fino a 14 a condizione che le unità aggiuntive siano apprendisti.

Impresa individuale
Il patrimonio aziendale appartiene interamente ad una persona singola che ha ampia autonomia decisionale nella gestione dell’impresa e risponde giuridicamente verso i terzi. Si richiede l’iscrizione alla Camera di Commercio e all’ufficio Iva; per ciò che concerne il reddito d’esercizio prodotto questo è sottoposto ad Irpef ed Ilor.

Impresa multinazionale
Si tratta di una impresa di grandi dimensioni che opera in più aree geografiche seguendo le direttive di un solo soggetto, rappresentato da colui che detiene il capitale di maggioranza ed al quale spetta l’attività strategica.

Imprese turistiche
Le imprese turistiche sono quelle che svolgono attività d’impresa nel settore del turismo si comprende la gestione di strutture ricettive ed annessi servizi turistici (Legge n. 217 del 17/05/83).

Indicizzazione
Metodo di calcolo applicato per mantenere inalterato, nonostante l’inflazione, il valore effettivo del capitale, o dell’interesse o di entrambi. Per effettuare il calcolo si sceglie una significativa variabile o indice e si procede alla rivalutazione in relazione alle variazioni dell’indice preso come riferimento.

Inflation accounting
Contabilità per l’inflazione, il cui scopo principale è deflazionare le grandezze di bilancio onde consentire comparazioni fra i risultati relativi a periodi contabili caratterizzati da diversi tassi di inflazione.

Inflazione
Fenomeno economico che indica l’aumento generale del livello dei prezzi, in un dato periodo, con la conseguente diminuzione del potere di acquisto della moneta. Con l’aumento dell’inflazione, la moneta perde il suo potere di acquisto e viceversa. Sono diverse tipologie d’inflazione:inflazione da costi, da domanda, da deficit del bilancio statale. A seconda del ritmo di crescita c’è l’inflazione "strisciante" (aumenta di poco) e quella "galoppante" (l’incremento è vertiginoso). In Italia l’indice che esprime il tasso d’inflazione è calcolato mensilmente dall’Istat sulla base dei prezzi medi al consumo, ovvero il "paniere", di beni di largo consumo.

Ingegneria finanziaria
Espressione che comprende: operazioni, talora complesse, relative a prodotti finanziari per sanare situazioni difficili; attività d’impresa concernenti la progettazione e la realizzazione di finanziamenti a medio/lungo termine, necessarie per attuare nuove produzioni, o ristrutturazioni, o per far fronte a esigenze particolari di gestione.

Ipoteca
L’ipoteca rientra tra le garanzie reali e si costituisce su un bene immobile o un bene mobile registrato (autoveicoli, aeromobili etc.) o una rendita dello Stato, concessa dal debitore in garanzia di un credito. La caratteristica dell’ipoteca consente al creditore nel caso di mancato pagamento del credito di espropriare il bene in oggetto e di essere soddisfatto con preferenza rispetto ad altri eventuali creditori sul prezzo ricavato dall’espropriazione. La proprietà ed il possesso del bene oggetto della garanzia restano al debitore; per apporre una ipoteca su un bene si richiede l’iscrizione nei pubblici registri.

Irpef
E’ un’imposta diretta (Imposta sui redditi delle persone fisiche) che colpisce l’insieme dei redditi di una persona fisica, entrata in vigore nel 1975. Tale imposta non colpisce i redditi esenti ed i redditi già assoggettati a ritenuta alla fonte a titolo definitivo. L’Irpef è progressiva a scaglioni, chi percepisce soltanto redditi di lavoro dipendente da un unico datore di lavoro, paga l’imposta mediante trattenute mensili sulla retribuzione.

Irpeg
L’imposta sui redditi delle persone giuridiche ne colpisce il loro reddito. Tale imposta si applica sugli utili lordi della società, con un’aliquota d’imposta costante o unica, qualunque sia la base imponibile. Il socio ha diritto di recuperare l’Irpeg pagata all’erario dalla società come suo credito d’imposta nella propria dichiarazione dei redditi che è tenuto a presentare.

IVA, Imposta sul Valore Aggiunto
È un’imposta diretta che è correlata alla cessione di beni, alle prestazioni di servizi e alle importazioni di beni e di servizi. Tale imposta grava sul consumatore finale con aliquote varie in base alla tipologia del prodotto/servizio. L’IVA risulta proporzionale al prezzo di cessione ed ha come base di calcolo la fattura commerciale in cui figura il prezzo della merce ceduta, più i costi accessori per spese di trasporto, imballaggi, ecc.
Non sono soggetti ad IVA i privati nel caso in cui scambiano tra loro beni o servizi e le esportazioni che, agli effetti di tale imposta, sono considerate "operazioni non imponibili" (non si calcola l’IVA per evitare duplicazione di tassazione).

Joint venture
Si definisce tale un "impegno di collaborazione", sancito da contratto, con cui due imprese costituiscono una nuova impresa, autonoma rispetto alle prime due per quanto concerne la struttura operativa, i mezzi finanziari, le responsabilità giuridiche ed i rischi economici. Il capitale sociale della joint venture risulta in genere immesso alla pari, lo scopo è realizzare un progetto specifico mediante la gestione congiunta delle due imprese che l’hanno fatta sorgere. Queste possono appartenere alla stessa nazione, ma spesso appartengono a nazioni diverse, l’obiettivo è acquisire nuovi mercati od aumentare le quote di quelli in cui si opera.

Just in time
Letteralmente "al momento giusto" all’interno del processo produttivo aziendale significa ridurre i tempi di attesa del materiale destinato alla produzione facendolo giungere al momento giusto per l’ingresso nella linea di fabbricazione o di montaggio. Adottando tale processo produttivo si riducono i costi di immagazzinamento, e quindi si migliora la redditività aziendale. Il just in time si può applicare anche alle vendite per cui tale procedura indica la capacità di un’impresa di produrre e vendere al momento giusto.

Know how
Termine che letteralmente significa "sapere come" e viene tradotto in Italiano con "conoscenza, capacità ed abilità" accumulate da una persona , da un’impresa, da un Paese. In campo economico cedere know-how significa "vendere" conoscenze, competenze tecnico-scientifiche nonché esperienza, in modo tale da far funzionare al meglio un nuovo impianto o un processo produttivo o un’impresa. L’addestramento e l’aggiornamento del personale comprende il trasferimento di Know how per migliorare le performance aziendali. Sono know-how quindi i pareri e le consulenze tecniche/scientifiche fornite da liberi professionisti. Nelle imprese, tra le attività di bilancio, può figurare la voce know-how dove si identifica quella parte di capitale investito in attività di ricerca e sviluppo (a valore stimato se tale attività è svolta all’interno dell’azienda con proprio personale e propri mezzi), oppure costo per l’acquisizione di conoscenze esterne (misurato dalla somma spesa per ottenerle).

Lavorazione su commessa
S’intende la produzione effettuata su ordinazioni ricevute da altre aziende dello stesso settore, denominate aziende committenti.

Leands and lags
Letteralmente "anticipi e ritardi".
Tecnica di gestione adottata nelle imprese per avvicinare, per tempi e per importi, gli incassi ai pagamenti e viceversa, così da avere un equilibrio nella gestione monetario-finanziaria.

Leasing
Contratto di locazione/affitto di beni mobili ed immobili, in cui una parte (locatore) concede all’altra detta (locatario) il godimento di un bene, a fronte di un canone periodico di affitto, versato per un determinato periodo di tempo, al termine del quale chi ha usufruito del bene può optare per diverse soluzioni:
• restituire il bene senza ulteriori aggravi;
• proseguire nel godimento del bene, versando un canone inferiore;
• acquistare in proprietà il bene, pagando una somma ulteriore detta prezzo di riscatto;
• richiedere la sua sostituzione con altro bene.
Nel caso in cui il leasing è agevolato i canoni periodici risultano di importo inferiore rispetto a quelli effettivi.

Leverage
Letteralmente "potenza di una leva", o forza. In azienda indica la politica di indebitamento, ovvero il ricorso a prestiti finanziari che può risultare conveniente fino a quando il tasso pagato per il costo del denaro preso in prestito nelle varie forme rimane al di sotto del tasso medio della redditività della gestione aziendale. Nel caso opposto conviene aumentare il capitale. L’indice di indebitamento finanziario o di leverage è ottenuto dal rapporto tra il capitale proprio (capitale sociale più le riserve) ed il capitale di prestito (tutti i debiti a breve/medio/lungo termine).

LIFO, Last In First Out
Letteralmente "ultimo ad entrare, primo ad uscire", è uno dei più diffusi metodi di valorizzazione (o di scarico) delle materie dal magazzino, e si fonda sull’ipotesi che le merci acquistate per ultime, siano vendute o passate alla lavorazione per prime. Il criterio LIFO considera l’ordine di uscita inverso rispetto a quello di entrata pertanto determina la valutazione degli scarichi di magazzino e la consistenza alla fine dell’anno degli stock.

Logistica
Applicata in azienda, significa complesso di operazioni relative alla gestione degli approvvigionamenti e delle scorte, nonché programmazione della produzione e distribuzione dei prodotti finiti. La logistica valuta quindi i tempi ed i costi d’azienda per ridurli in una logica di efficace ed efficienza.

Mark-up
S’intende il margine di ricarico, cioè una maggiorazione applicata al costo delle materie prime e del lavoro per determinare il prezzo di vendita. In fase di determinazione si terranno presenti i prezzi praticati dalle imprese concorrenti e la capacità del mercato di accettare il prezzo determinato dall’impresa.

Mercati "spot" e "future"
Si definiscono mercati spot quelli in cui le transazioni avvengono per contanti o a pronti: la consegna della merce ed il regolamento del prezzo avvengono immediatamente o entro pochi giorni. I mercati future sono invece a termine in quanto la consegna della merce ed il regolamento del prezzo avvengono in un’epoca successiva rispetto a quella della stipulazione del contratto. Spesso, però, non ci sono movimenti effettivi trattandosi di operazioni a carattere speculativo l’operatore intende lucrare sulla differenza dei prezzi fatti in date diverse.

Mercato dei capitali
E’ l’insieme della domanda e dell’offerta di capitali a breve/medio/lungo termine. La domanda proviene da operatori economici mentre, l’offerta è fatta da banche e da altri istituti di credito speciale. Il mercato dei capitali si divide in mercato monetario e finanziario, nel primo la domanda e l’offerta di credito è a breve termine (massimo 18 mesi) e l’erogazione è effettuata dalle banche; nel secondo caso il termine è medio/lungo e l’offerta di capitali è affidata alla borsa valori e/o agli istituti di credito speciale; i valori negoziati sono azioni, obbligazioni e altri titoli.

Mercato del lavoro
Si definisce l’insieme dell’offerta di lavoro proveniente dai lavoratori e della domanda di lavoro fatta dai datori di lavoro. In periodi di piena occupazione l’offerta equivale alla domanda di lavoro, nel caso contrario si ha disoccupazione. Si denominano forze lavoro l’insieme degli occupati, dei disoccupati e coloro che sono in cerca della prima occupazione.

Mutuo agevolato
Consiste in una erogazione di denaro sotto forma di contributo in conto interessi, dove la stipula del finanziamento e la concessione dell’agevolazione avvengono contemporaneamente. Il finanziamento, se viene erogato, viene concesso esclusivamente a condizioni agevolate; di solito i mutui agevolati prevedono periodi di pre ammortamento a tasso agevolato.

Nuova impresa
Si definisce nuova impresa quella attività imprenditoriale che, al momento della presentazione della domanda di ammissione alle agevolazioni, non ha conseguito ricavi, desumibili dai registri contabili alla cui tenuta l’azienda è obbligata ai sensi della normativa civilistica e fiscale.

Obbligazioni
Titoli a lungo termine che rappresentano un debito delle società (e di altre società) nonché dello Stato e di istituzioni internazionali. Tali enti ottengono prestiti dai cittadini e consegnano loro le obbligazioni che fruttano un interesse fisso, non legato, quindi, al reddito d’esercizio o ad altra variabile. Gli obbligazionisti risultano creditori della società o dello Stato.

Obbligazioni a rimborso variabile
Sono obbligazioni indicizzate nel rimborso del capitale, con un limite minimo ed uno massimo prefissati. Il valore di rimborso si determina prendendo in esame le variazioni percentuali dell’indice generale della borsa di Milano o Mib, di cui viene fatta la media, a partire da una base, denominata Mib storico.

Obbligazioni convertibili
Si differenziano dalle obbligazioni ordinarie perché si possono trasformare in azioni, seguendo delle condizioni determinate e già prefissate. In base a tale caratteristica la quotazione di borsa delle azioni convertibili seguono l’andamento delle azioni corrispondenti, con un limite al ribasso, perché l’obbligazione viene rimborsata al suo valore nominale, al momento della scadenza.

Obbligazioni indicizzate nel rendimento
Obbligazioni a tasso variabile legato a parametri di natura finanziaria. Mediante il meccanismo della indicizzazione è possibile un adeguamento del rendimento di tali obbligazioni alle variabili condizioni del mercato dei titoli e, quindi, queste risultano più convenienti rispetto alle obbligazioni a tasso fisso, la cui cedola d’interesse non varia.

OPA, Offerta Pubblica di Acquisto
L’obiettivo di tale Operazione è acquisire un pacchetto di azioni con diritto di voto (o titoli convertibili i azioni, sempre con diritto di voto) per una percentuale superiore al 30% del capitale sociale di una società quotata in borsa, nell’arco di 12 mesi. Gli interessati intendono con tale operazione ottenere o rafforzare il proprio controllo sulla società (in genere una SpA) e sono disposti a pagare i titoli ad un prezzo superiore alla quotazione di borsa. L’OPA si può attuare se in via preliminare si presenta alla Consob una specifica comunicazione con l’indicazione dei nomi dei partecipanti, le motivazioni dell’offerta, i programmi futuri dell’acquirente le azioni ed il prezzo di acquisto. La Consob determinerà successivamente le modalità di svolgimento dell’operazione ed anche le modalità di contrattazione in Borsa del titolo oggetto dell’OPA, nonché le forme di tutela degli azionisti di minoranza. L’OPA si considera diversamente rispetto alla così detta scalata azionaria, perché quest’ultima consiste in operazioni di acquisto di azioni in borsa o fuori borsa fino ad ottenere il numero che garantisce il controllo societario.

Organizzazioni Non Lucrative di Utilità Sociale
Le ONLUS sono Iscritte ad una speciale anagrafe, istituita e gestita dal Ministero delle Finanze. Tali istituzioni con o senza personalità giuridica, sono associazioni, comitati, fondazioni, cooperative sociali o altri enti di carattere privato, i cui statuti o atti costitutivi (redatti nella forma dell’atto pubblico o della scrittura privata autenticata o registrata) prevedono lo svolgimento di attività in uno dei seguenti settori: assistenza sociale e socio-sanitaria, assistenza sanitaria, beneficenza, istruzione, formazione, sport dilettantistico, tutela promozione e valorizzazione delle cose di interesse storico ed artistico, tutela e valorizzazione della natura e dell’ambiente, promozione della cultura e dell’arte, tutela dei diritti civili e ricerca scientifica di particolare interesse sociale. Questi soggetti giuridici possono perseguire esclusivamente finalità di solidarietà sociale con divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili ed avanzi di gestione, nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell’organizzazione.

Packaging
Insieme delle tecniche che riguardano l’imballaggio ed il confezionamento con particolare cura per l’aspetto estetico nella presentazione del prodotto. La finalità per la cura del packaging non riguarda solo l’aspetto estetico ma facilitare la vendita, la distribuzione, l’immagazzinamento e la conservazione del prodotto. Nelle imprese le problematiche del packaging vengono risolte dall’area del marketing poiché il successo o l’insuccesso di un prodotto spesso dipende proprio dal packing.

Partecipazioni azionarie
Pacchetti di azioni acquistate da una società commerciale e detenute per esercitare un’attività di controllo su un’altra società (partecipazione di maggioranza) oppure solo per influenzarne la gestione (partecipazione di minoranza). Si definiscono partecipazioni anche le quote di capitale sociale non rappresentate da azioni.

Patto di riservato dominio
La vendita con patto di riservato dominio è un contratto con il quale l’acquisizione del diritto di proprietà è subordinata da una condizione sospensiva, che consiste nel pagare interamente il prezzo pattuito

Pegno
Il pegno è una delle forme di garanzia reale, si costituisce su un bene mobile concesso dal debitore in garanzia di un credito. La caratteristica del pegno riguarda "il possesso del bene" che passa al creditore fino a quando il debitore non estinguerà il debito. Nel caso di mancato pagamento del credito, il bene non diventerà di proprietà del creditore, ma sarà venduto; quindi il creditore si potrà rivalere su quanto ricavato dalla vendita.
Per la costituzione del pegno è richiesta la forma scritta.

Performance
In campo economico-finanziario significa prestazione o rendimento di un certo rilievo, conseguito in un dato periodo di tempo, con investimento in titoli o in fondi comuni. Quando la performance è elevata la società di gestione esige una commissione di performance calcolata sull’incremento di valore verificatosi tra due date: trimestre, semestre, anno. In campo lavorativo si denomina "working performance" il rendimento delle risorse umane impiegate in azienda. Nel marketing la performance si riferisce all’indice delle vendite dei vari prodotti. In Borsa si indica l’andamento del mercato dei titoli azionari.

Personalità giuridica
E’ una qualità riconosciuta dall’ordinamento giuridico ad un'organizzazione di più persone considerata come un soggetto distinto dalle persone fisiche che la compongono, con un proprio ordinamento, un proprio patrimonio e una propria volontà.

Piccola e Media Impresa
È piccola e media impresa quella che: ha meno di 250 dipendenti fissi; ha un fatturato annuo non superiore a 40 milioni di ECU (pari a circa 80 miliardi di Lire), oppure un totale di bilancio annuo non superiore a 27 milioni di ECU (pari a circa 54 miliardi di Lire); è in possesso del requisito di indipendenza (ossia il suo capitale o i diritti di voto possono appartenere, soltanto fino al 25%, ad una sola impresa o congiuntamente a più imprese non conformi alle definizioni di PMI). Alle Pmi appartengono anche le imprese artigiane, tale tipo d'impresa beneficia frequentemente di agevolazioni specifiche.

Piccola Impresa
Si definisce piccola impresa quella che presenta le seguenti caratteristiche: meno di 50 dipendenti; fatturato annuo non superiore a 7 milioni di ECU (pari a circa 14 miliardi di Lire), oppure un totale di bilancio annuo non superiore a 5 milioni di ECU (pari a circa 10 miliardi di Lire); possesso del requisito di indipendenza (ossia il suo capitale o i diritti di voto possono appartenere, soltanto fino al 25%, ad una sola impresa o congiuntamente a più imprese non conformi alla definizione di piccola impresa).

Prestito obbligazionario
E’ una forma di agevolazione che si caratterizza per il fatto che un terzo (esterno alla società) decide di investire il suo capitale comprando le obbligazioni emesse da un altro soggetto, il quale in tal modo si finanzia, concedendo un tasso d’interesse sulla somma investita ed assumendosi l’obbligo di restituire il capitale prestato entro una determinata data (tempi di rimborso).

Privilegio
E’ un titolo di preferenza riconosciuto ad un creditore, su uno o più beni del debitore. Tale figura giuridica consente al creditore di vedere soddisfatto il proprio credito con priorità rispetto agli altri creditori e, a differenza dell’ipoteca, è previsto dalla legge in considerazione della natura del credito. Il privilegio può essere generale se si esercita su tutti i beni del debitore, o speciale se si esercita solo su determinati beni.

Progetto di fattibilità
Molti degli strumenti legislativi vigenti prevedono per accedere ai finanziamenti la presentazione di un documento per accedere alla valutazione dell’idea d’impresa e quindi ottenere le eventuali agevolazioni. Tale progetto di fattibilità o business plan, deve descrivere nel dettaglio obiettivi, strategie, mezzi e risorse della futura impresa. Il progetto d’impresa è una relazione che serve a dimostrare ad un potenziale socio (banche, privati), ma anche all’imprenditore stesso, che l’iniziativa proposta è fattibile e che può costituire un buon investimento; deve essere un documento tecnico chiaro e sintetico, basato su analisi precise e su dati concreti ed attendibili. Alcuni degli argomenti vengono riportati qui a titolo esemplificativo poiché non esistono regole o schemi fissi, fatta eccezione dei casi in cui, la modalità di presentazione del business plan è vincolata alla compilazione di un "modello" indicato nelle leggi agevolative. Normalmente il progetto d’impresa deve fornire indicazioni dettagliate in merito a: profili professionali dei promotori, idea d’impresa, analisi del mercato, scelte strategiche e operative, fattibilità tecnica e finanziaria, redditività.

Programma Operativo Plurifondo
Il POP è un insieme organico di azioni pluriennali definite dalla Unione Europea con l’obiettivo di sviluppare attraverso opportuni strumenti finanziari più comparti produttivi.

Protesto cambiario
Atto con il quale si constata ufficialmente il mancato pagamento della cambiale alla scadenza, od anche la mancata accettazione. Il protesto deve essere elevato da un pubblico ufficiale (notaio, ufficiale giudiziario, segretario comunale) entro i due giorni feriali successivi alla scadenza. La dichiarazione di protesto viene redatta su apposito modulo o direttamente sulla cambiale ed è il punto di partenza per eseguire le azioni cambiarie (denominate di regresso) onde ottenere il pagamento della cambiale rimasta insoluta.

Quota capitale
E’ la parte della rata di rimborso di un finanziamento che restituisce il capitale prestato. L’ammontare di tale quota è funzione dell’entità e della durata del finanziamento.

Quota interessi
E’ la parte della rata di rimborso di un finanziamento che ripaga gli interessi ad esso relativi. L’ammontare di tale quota è funzione del tasso d’interesse, della durata e dell’entità del finanziamento.

Registro delle imprese
Registro previsto dal Codice Civile in cui vengono iscritti tutti gli imprenditori commerciali (eccetto i piccoli imprenditori, ovvero i coltivatori diretti del fondo, gli artigiani, i piccoli commercianti e coloro che esercitano un’attività professionale organizzata prevalentemente con il lavoro proprio e dei componenti della famiglia), le società di tipo commerciale e gli enti pubblici economici. La finalità dell’iscrizione è consentire a chiunque per conoscere l’esistenza ed i dati essenziali relativi alle imprese.

Rendimenti di scala
Indicano la relazione e gli effetti che si verificano tra la variazione della produzione (quantità complessiva) e la variazione dei fattori di produzione impiegati. Vi sono tre tipi di rendimenti di scala:
• costanti, le quantità dei fattori di produzione impiegati aumentano nella stessa proporzione in cui aumenta la quantità di produzione;
• crescenti, la produzione aumenta in misura maggiore rispetto alla quantità dei fattori impiegati;
• decrescenti, l’aumento della produzione è meno che proporzionale rispetto all’aumento dei fattori impiegati.
Rendimento dei fattori di produzione
È l’apporto, ovvero l’incidenza dei singoli fattori di produzione sulla produzione ottenuta, per accertare in quale misura essi hanno concorso alla determinazione del risultato. Si può calcolare facendo il rapporto tra la quantità di produzione e la quantità del singolo fattore di produzione che ha concorso alla sua formazione.

Retraining
Riaddestramento delle risorse umane inserite nell’azienda le cui mansioni svolte sono in via di superamento o del tutto scomparse.

Ricapitalizzazione
Operazione che si effettua nel caso in cui un’azienda sia sottocapitalizzata, cioè quando il capitale proprio risulta inferiore rispetto alla massa degli investimenti. In tal caso si procede ad un aumento reale del capitale, chiedendo ai soci, l’immissione di contante, per risanare la situazione di sottocapitalizzazione e raggiungere un equilibrio finanziario tra i mezzi propri e quelli provenienti dai prestiti ottenuti.

Ricerca di mercato
Ha lo scopo di individuare le caratteristiche strutturali di mercato mediante la raccolta e lo studio di dati ed informazioni relativi a fattori rilevanti per il mercato quali:
• tipologia dei consumatori;
• ventaglio dei prezzi esistenti;
• canali di distribuzione;
• potenzialità offerte dal mercato;
• forme di pubblicità da praticare;
• qualità confezione di prodotti.
Gli strumenti per svolgere le ricerche di mercato sono varie: interviste, questionari, test di prova, offerte di omaggi, rilevazioni campionarie estese anche ai potenziali acquirenti. Le ricerche si rendono necessarie per lanciare un nuovo prodotto o per verificare il grado di accettabilità di quelli esistenti.
Se vuoi saperne di più consulta la nostra Area Riservata.

Riconversione
E’ un'iniziativa che modifica il processo produttivo ottenendo produzioni differenti, attraverso l’introduzione di modifiche sugli impianti già esistenti, oppure attraverso la sostituzione degli stessi.

Ristrutturazione
E’ un'iniziativa volta alla riorganizzazione dell’impresa attraverso la razionalizzazione, il rinnovo, e l’aggiornamento tecnologico degli impianti.

Royalties
Compensi che spettano ai proprietari di giacimenti minerari o petroliferi, o agli autori di opere dell’ingegno, tutelate da brevetti o da diritto d’autore. Il valore del compenso si calcola in base al grado di sfruttamento, alla percentuale di fatturato, o in base ad altri indici.

Segmentazione del mercato
Operazione di marketing mediante la quale il mercato può essere suddiviso in sottoinsiemi (o segmenti) aventi caratteristiche omogenee. Un esempio di segmentazione può essere determinata dal raggruppare i consumatori, in base a determinati paramenti: classe sociale, reddito, età, sesso, stile di vita, valori, o altre variabili. La segmentazione ha lo scopo di individuare gruppi di potenziali consumatori, calcolare la quantità di ogni segmento ed individuare quella che può essere sviluppata.

Servizi reali
I servizi reali ai quali si fa riferimento nell’ambito delle leggi agevolative sono attività finalizzate per affiancare e sostenere l’imprenditore nei momenti più difficili della creazione di impresa; quali: la progettazione, la formazione del personale e di alcune professionalità specialistiche. L’erogazione dei servizi indicati può avvenire direttamente, sotto forma di erogazione di servizi gratuiti, oppure indirettamente, sotto forma di erogazione finanziaria (contributo a fondo perduto, finanziamento a tasso agevolato) commisurati al valore di acquisto dei servizi.

Sgravio fiscale
Si tratta della concessione di un contributo che genera un credito d’imposta, rispetto al "bonus fiscale", può essere monetizzato in sede di dichiarazione dei redditi.

Società a responsabilità limitata (S.r.l.)
E’ una società di capitali nella quale le quote di partecipazione dei soci non possono essere rappresentate da azioni mentre per le obbligazioni risponde la società con il suo patrimonio. La norma giuridica prevede che l’ammontare minimo del capitale cioè il capitale sociale sia pari a venti milioni di Lire, la società deve costituirsi per atto pubblico (eseguito davanti ad un pubblico ufficiale) mentre l’atto costitutivo deve depositarsi entro 30 giorni dalla stipula presso la cancelleria del Tribunale per l’iscrizione nel registro delle imprese, successivamente, lo Statuto della società deve essere pubblicato sul Bollettino ufficiale delle società per azioni.

Società cooperative
Sono imprese che hanno principalmente scopo mutualistico, l’intento perseguito dai soci non è quello di dividersi gli utili, ma ottenere prestazioni o scambi a condizioni più favorevoli di quelle che si potrebbero ottenere operando sul libero mercato. Le società cooperative hanno sia personalità giuridica e denominazione sociale, il capitale della società non è determinato in un ammontare prestabilito. La società si costituisce per atto pubblico e l’atto costitutivo deve essere depositato entro 30 giorni presso l’ufficio del registro delle imprese (ora registro delle società presso la cancelleria del tribunale) per l’iscrizione.

Società cooperative a responsabilità illimitata
Sono imprese che hanno scopo mutualistico, l’intento perseguito dai soci non è quello di dividersi gli utili, ma di ottenere una prestazione a condizioni più favorevoli di quelle che si potrebbero ottenere operando sul libero mercato. Nelle società cooperative a responsabilità illimitata per le obbligazioni sociali risponde la società con il suo patrimonio e, in caso di liquidazione coatta amministrativa o di fallimento, rispondono in via sussidiaria i soci solidamente e illimitatamente. Le società cooperative hanno personalità giuridica ed una denominazione sociale, il capitale della società non è determinato da un ammontare prestabilito. La società si costituisce per atto pubblico e l’atto costitutivo deve essere depositato entro 30 giorni presso l’ufficio del registro delle imprese (ora registro delle società presso la cancelleria del tribunale) per l’iscrizione.

Società di capitali
Sono società organizzate sulla base del capitale della società (capitale sociale), i soci non hanno diritti sul patrimonio della società (patrimonio sociale) ed i loro poteri non sono legati al conferimento individuale nel capitale sociale, ma sono stabiliti nell’atto costitutivo. La società di capitali è amministrata da organi opportunamente preposti quindi la responsabilità dei soci è di norma limitata. Le società di capitali hanno personalità giuridica, cioè completa autonomia rispetto alle persone dei soci, nei rapporti interni e nei rapporti esterni. Esse possono assumere la forma di società per azioni (S.p.A.), società a responsabilità limitata (S.r.l.) e società in accomandita per azioni (S.a.p.a.).

Società di persone
Sono società organizzate sulla base delle persone che le compongono,quindi tutti i soci hanno uguali poteri e limiti infatti non esistono organi della società; la responsabilità dei soci (di tutti o di una parte di essi) è illimitata e solidale (ogni socio risponde interamente con il patrimonio personale) rispetto alle obbligazioni sociali. La Società di persone possono assumere la forma giuridica di società semplice (S.s.), società in nome collettivo (S.n.c.) e società in accomandita semplice (S.a.s.).

Società in accomandita per azioni (S.a.p.a.)
E’ una società di capitali in cui le quote di partecipazione dei soci sono rappresentate da azioni ed i soci si distinguono in soci accomandatari (coloro che amministrano) o accomandanti. La responsabilità degli accomandatari è illimitata, solidale nel senso che (ogni socio risponde interamente con il patrimonio personale solo ad esaurimento del patrimonio sociale) rispetto alle obbligazioni sociali, tale responsabilità sussiste fin quando il diritto di amministrare permane; mentre gli accomandanti rispondono limitatamente alla quota di capitale sottoscritta.

Società in accomandita semplice (S.a.s)
E’ una società di persone in cui i soci possono essere accomandatari (coloro che amministrano) o accomandanti: i primi rispondono illimitatamente e solidalmente con il proprio patrimonio per le obbligazioni sociali, mentre gli altri rispondono limitatamente alla quota conferita. Questa forma societaria è retta da un contratto (atto costitutivo) necessario anche ai fini della pubblicità legale, che prevede il deposito dell’atto costitutivo presso la cancelleria del Tribunale per l’iscrizione della società nel registro delle società entro 30 giorni dalla sua stipula.

Società in nome collettivo (S.n.c)
E’ una società di persone in cui tutti i soci rispondono illimitatamente e solidalmente con il proprio patrimonio per le obbligazioni sociali, pertanto eventuali accordi contrari non hanno effetto nei confronti di terzi. Questa società è retta da un contratto detto atto costitutivo, valido ai fini della pubblicità legale, che prevede il deposito dell’atto costitutivo presso la cancelleria del Tribunale per iscrivere la Società nel registro delle società entro 30 giorni dalla data della sua costituzione.

Società per azioni (S.p.A.)
E’ una società di capitali in cui le quote sottoscritte dai soci sono rappresentate da azioni; la legge stabilisce che l’ammontare minimo del capitale sociale sia pari a duecento milioni di Lire. Per le obbligazioni sociali risponde soltanto la società con il suo patrimonio. La società si costituisce per atto pubblico (eseguito davanti ad un pubblico ufficiale) e l’atto costitutivo deve essere depositato entro 30 giorni dalla stipula presso la cancelleria del Tribunale per l’iscrizione nel registro delle società e, successivamente, con lo Statuto della società deve essere pubblicato sul Bollettino ufficiale delle società per azioni.

Società semplice (S.s.)
E’ una società di persone in cui il contratto tra i soci (contratto sociale) non è soggetto a vincoli particolari e non richiede alcuna pubblicità cioè l’iscrizione nel registro delle società, a differenza delle altre forme giuridiche esaminate. L’unico vincolo della società semplice riguarda l’oggetto dell’attività, che non può essere di natura commerciale. I soci possono scegliere il regime di responsabilità tra quelli previsti per le società di persone:
• responsabilità illimitata e solidale di tutti;
• responsabilità illimitata e solidale dei soli soci operanti (previo patto espresso nel contratto sociale);
• responsabilità illimitata e solidale dei soci operanti, ma limitata degli altri soci.

Sottocapitalizzazione
Riferito ad azienda, significa che i mezzi propri cioè il denaro proveniente dal capitale sociale e dagli utili non distribuiti è inferiore rispetto alle esigenze della gestione. Nel caso si verifichi tale situazione l’azienda può far ricorso a prestiti finanziari presso banche ed altri enti, aumentando il capitale di credito e pagando gli oneri relativi al danaro preso in prestito.

Stato di avanzamento lavori (SAL)
Si intende il susseguirsi delle fasi di realizzazione di un determinato investimento produttivo. E’ opportuno stabilire i tempi delle fasi per determinare i tempi e le relative quantità delle agevolazioni da erogare.

Target
Nel marketing il termine assume il significato di "bersaglio, obiettivo, risultato da raggiungere", indica inoltre un gruppo di persone (target group) verso il quale si intende indirizzare una particolare campagna pubblicitaria. Generalmente in azienda assume il significato di formulazione degli obiettivi, sia in termini qualitativi che quantitativi.

Task force aziendale
Si definisce tale in azienda quel gruppo formati da dirigenti e da quadri intermedi che è capace di affrontare e risolvere situazioni improvvise, assumendo precise responsabilità. La task force può anche essere un gruppo di esperti che formula giudizi su progetti aziendali di elevata valenza strategica; in ogni caso la durata di tali gruppi è definita nel tempo poiché è connessa allo studio e alla risoluzione di problematiche specifiche.

Tasso di riferimento
Le leggi che prevedono finanziamenti agevolati non esprimono quasi mai le agevolazioni in termini di un tasso assoluto, ma fanno riferimento ad un abbattimento del "tasso di riferimento". Il tasso di riferimento rappresenta la base, alla quale sono riferite le percentuali di abbattimento previste dalle varie leggi per determinare il reale tasso applicato ai finanziamenti agevolati. Con il decreto ministeriale 21 dicembre 1994 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 304 del 30 dicembre 1994) sono stati definiti i nuovi criteri per la determinazione dei tassi di riferimento da applicare alle operazioni di credito agevolato, ai sensi delle varie disposizioni legislative. In particolare è stato deliberato che il tasso di riferimento che le banche praticano sulle operazioni di credito agevolato è determinato dalla somma di due valori: il costo di provvista e la maggiorazione per la commissione per oneri di intermediazione. Per quanto attiene al costo di provvista, questo viene calcolato in relazione alla variazione dei seguenti parametri, arrotondati ai 5 centesimi superiori: per le operazioni con durata fino a 18 mesi (con esclusione delle operazioni di credito all’esportazione): media dei rendimenti lordi in emissione dei BOT a sei mesi e a un anno (rilevati in sede d’asta nelle due emissioni del mese precedente quello di stipula dell'operazione e reso noto dalla Banca d’Italia) e del RIBOR a uno e a tre mesi (rilevati dal comitato di gestione del M.I.D., Mercato Interbancario Depositi, e dall'A.T.I.C., Associazione Tesorieri Istituzioni Creditizie, e riferiti al quinto giorno lavorativo precedente quello di stipula dell’operazione); per le operazioni oltre i 18 mesi (con esclusione delle operazioni di credito all’esportazione): media mensile dei rendimenti lordi dei titoli pubblici soggetti a tassazione (RENDISTATO) riferita al secondo mese precedente quello di stipula del contratto.Le commissioni per gli oneri di intermediazione vengono invece fissate attraverso decreti ministeriali e sono da intendersi come maggiorazioni forfetarie e onnicomprensive. È importante sottolineare che al finanziamento agevolato viene applicato un tasso d’interesse calcolato sulla base del tasso di riferimento vigente nel mese di stipula, tasso che rimane invariato per tutta la durata del finanziamento.

Turn over
In azienda s’intende la rotazione, il rinnovo o la sostituzione del personale collocato a riposo. La velocità del turnover può essere alta (nei periodi di piena occupazione) o bassa (nei periodi di stagnazione).

Valore aggiunto
Si definisce quella grandezza economica ottenuta per differenza tra il fatturato di un’impresa ed il costo delle materie prime e dei servizi della stessa acquistati da terzi ed utilizzati per la produzione. Le aziende si valutano in base al valore aggiunto, cioè in base alla ricchezza prodotta con il proprio personale, con i propri macchinari, con l’attività imprenditoriale, con i finanziamenti ottenuti. Il valore aggiunto viene destinato ai seguenti fattori di produzione: al personale dipendente, mediante salari e stipendi; ai finanziatori esterni, mediante interessi passivi; allo Stato, con le imposte; agli azionisti, con il pagamento dei dividendi; ai fondi di riserva, con l’utile non distribuito ma destinato ad essere reinvestito.

Venture capital
Termine che indica l’insieme dei mezzi finanziari forniti ad un’impresa giovane e con buone prospettive di sviluppo commerciale, sotto forma di capitale di rischio e con il patto di partecipare ai profitti dell’impresa stessa. Spesso si tratta di finanziare un’idea, un’invenzione, priva ancora di strutture produttive e commerciali. Il venture capital può anche decidere di uscire dall’impresa, mediante la vendita delle quote di capitale, nel momento in cui si sia raggiunto un determinato equilibrio e cioè l’impresa si sia avviata.

Quali spese?
Per un aspirante imprenditore una delle maggiori difficoltà è rappresentata dalle voci di spesa da considerare quando si immagina la propria impresa. Questo a causa di un sottile errore che spesso si commette pensando ai costi: alcuni di questi si tende a sottovalutarli o a non considerarli affatto. Il business plan è uno strumento fondamentale nell'individuazione e nella quantificazione di tutti i costi dell'impresa e darà all'imprenditore una completa visione di ciò che dovrà aspettarsi in sede di implementazione.
I costi individuati serviranno per la costruzione dei prospetti finanziari ed economici relativi all'iniziativa che si vuole promuovere. Naturalmente l'elenco successivo è tratto dalla nostra esperienza pratica e non vuole essere esaustivo: può essere un ottimo strumento di orientamento per prevedere ciò che può presentarsi nella realtà.

Spese per immobilizzazioni materiali
• Acquisto terreno
• Acquisto e/o ristrutturazione immobile
• Canone di affitto immobile (capannone, uffici, ecc.)
• Spese notarili
• Spese di registrazione
• Acquisto impianti
• Acquisto macchinari ed attrezzature
• Acquisto macchine d'ufficio (computer, fotocopiatrici, fax, ecc.)
• Acquisto e manutenzione software
• Acquisto mobilio, arredamento e dotazioni d'ufficio
• Canoni di leasing per acquisizione immobilizzazioni materiali
• Canoni di manutenzione (macchinari, impianti, attrezzature d'ufficio, ecc.)
• Acquisto ricambi ed equipaggiamento macchinari
• Acquisto titoli

Spese per immobilizzazioni immateriali
• Spese di costituzione della società
• Studio di fattibilità acquisto e/o registrazione brevetti
• Acquisto e/o registrazione marchi
• Diritti di concessione e licenze d'uso
• Royalties
• Spese di progettazione e ricerca

Spese per attrezzature commerciali e di trasporto
• Automezzi per il trasporto merci
• Autovetture aziendali
• Mezzi per lo spostamento ed il trasporto interno di merci
• Acquisto di attrezzature commerciali
• Carburanti e lubrificanti
• Spese per manutenzione ed automezzi
• Tasse di circolazione
• Assicurazione automezzi
• Spese per ricovero automezzi
• Multe

Acquisti materiali di produzione
• Acquisto materie prime
• Acquisto materiali sussidiari
• Acquisti di servizi
• Acconti ai fornitori
• Spese di trasporto su acquisti
• Spese di magazzinaggio
• Ossigeno e gas di lavorazione
• Spese per analisi materiali

Materiali di consumo
• Materiali di uso corrente
• Materiali di manutenzione
• Materiali di pulizia
• Cancelleria

Consumi a contatore
• Spese per stipula contratti (energia elettrica, gas, acqua, telefono, ecc.)
• Canoni bimestrali di consumo

Spese generali
• Assicurazioni
• Spese postali e recapiti espressi
• Abbonamento e manutenzione estintori
• Vigilanza privata
• Spese condominiali
• Pulizia locali
• Lavanderia per indumenti di lavoro
• Abbonamenti a giornali e riviste specializzate e di settore
• Spese per consulenze (tecniche, legali, commerciali, ecc.)
• Costi per organi sociali (consiglio di amministrazione, collegio sindacale)

Spese commerciali
• Spese di pubblicità e propaganda
• Spese di rappresentanza e pubbliche relazioni
• Partecipazione a mostre e fiere
• Provvigioni commerciali
• Premi su vendite
• Rimborsi spese a personale commerciale
• Acquisto informazioni sulla clientela
• Analisi e studi di mercato

Spese per il personale
• Stipendi dipendenti
• Contributi ed oneri sociali
• Accantonamenti fondo TFR
• Spese per consulente del lavoro
• Addestramento e formazione personale
• Spese per viaggi e soggiorno
• Compensi per prestazioni occasionali

Oneri finanziari
• Spese per apertura e movimentazione c/c bancario
• Interessi passivi bancari
• Interessi passivi su debiti vari
• Sconti bancari
• Spese per accensione mutuo o prestito ipotecario
• Fideiussioni
• Spese per protesti cambiari
• Spese per contenzioso e recupero crediti

Imposte e tasse
• IVA su acquisti
• INVIM
• ICI
• IRPEG/IRPEF
• Imposte di registro
• Imposta di fabbricazione
• Tasse di concessioni governative
• Tassa smaltimento rifiuti
• Altri oneri tributari
• Spese per consulenza fiscale

Creazione d'impresa
Indice delle Domande & Risposte
1 Come può nascere un'idea imprenditoriale?
2 E' difficile ottenere un finanziamento?
3 Posso realizzare il Business Plan da solo senza ricorrere ai consulenti?
4 Cosa dovrò chiedere ai consulenti affinchè il loro apporto sia utile al mio progetto imprenditoriale?
5 Quanto costa realizzare un business plan?
6 Se la domanda di finanziamento viene rifiutata è possibile ripresentarla in un secondo momento?
7 Quali sono i vostri consigli per valutare il potenziale di mercato della mia idea imprenditoriale?
8 Cosa è la formula imprenditoriale?
9 Quali elementi dovrò valutare in fase di scelta dei soci?
10 Posso stringere degli accordi di partnership con altre imprese interessate alla mia idea o rappresentano un rischio troppo elevato?
D1. Come può nascere un'idea imprenditoriale?
R1: Un'idea imprenditoriale può nascere in molteplici modi. La nostra esperienza ci porta ad effettuare una classificazione secondo due principali criteri: un'opportunità di mercato oppure una forte capacità tecnica.
Nel primo caso l'aspirante imprenditore ha fiutato l'opportunità di fornire ad un certo target un prodotto (o un servizio) che potrebbe soddisfare meglio di altri un certo bisogno. Generalmente questo accade più facilmente a soggetti che operano già in un determinato settore e, poichè lo conoscono molto bene, hanno individuato delle "non conformità" tra la domanda e l'offerta. Più difficilmente questo meccanismo scatta nel giovane in cerca di un'occasione di autoimprenditorialità.
Nel secondo caso, invece, l'idea scaturisce dalla capacità dell'aspirante imprenditore, di saper fare bene un determinato prodotto e quindi decidere di produrlo in proprio. E' più probabile che il soggetto promotore della compagine imprenditoriale provienga da un'attività di lavoro dipendente.
Le idee, ovviamente, possono nascere in qualsiasi momento ed in un qualunque contesto: la chiave di volta sarà poi la capacità dell'imprenditore a tradurre l'idea in Progetto d'Impresa.
D2. E' difficile ottenere un finanziamento?
R2: Francamente no! Considerando gli strumenti legislativi attualmente disponibili crediamo sia più difficile ottenere un rifiuto che l'approvazione. Molto dipenderà dalla bontà del progetto presentato. I fattori che influiscono maggiormente nella decisione di ammissione, generalmente, sono: la fattibilità di mercato, la capacità della compagine di portare a compimento l'iniziativa, la redditività dell'impresa, le possibilità di sviluppo, gli elementi di innovatività introdotti con il progetto, ecc.
Gli aspiranti imprenditori che si sono affidati alla Partner hanno tutti realizzato delle imprese che tutt'ora esistono sul mercato: solo in un caso con un'aspirante imprenditrice, nonostante avesse ottenuto un finanziamento di 180 milioni a valere sulla Legge 215/92, si è deciso di comune accordo di restituire il contributo prima di dare inizio agli investimenti poichè erano venute meno alcune condizioni di mercato. Il rischio di un fallimento, una volta avviata l'impresa, era troppo elevato per consentire l'avvio del progetto.
R3: Naturalmente si. Per realizzare un business plan occorrono competenze di vario genere: marketing, finanza, produzione, comunicazione, organizzazione. Quando sono presenti tutte all'interno della compagine imprenditoriale siamo di fronte ad una situazione ideale: l'idea, la verifica il mercato, la pianificazione strategica, l'organizzazione dei processi (sia di produzione che operativi in genere), la pianificazione economico-finanziaria ed il controllo della gestione sono tutti sotto il pieno controllo dell'impresa. E' fantastico!
Quando ciò non è reso possibile risulta necessario ricorrere ad un aiuto esterno: il nostro consiglio è di scegliere qualcuno che sia veramente in grado di assistere la nascita e, soprattutto, lo sviluppo della vostra impresa. Evitate coloro della serie "quelli che il business plan lo sappiamo fare perchè abbiamo letto tale libro o frequentato quel tale corso". Chiedete delle referenze: non in termini di progetti presentati e/o approvati ma soprattutto in relazione alle imprese che sono nate.
R4: In parte lo abbiamo già suggerito: verificate le referenze. In secondo luogo ragionate in termini di risultati: il vostro obiettivo non è ottenere il finanziamento ma, una volta ottenuto, avviare l'impresa. Perchè allora il compito di qualcuno che dichiara di assistervi dovrebbe esaurirsi con la presentazione della pratica? Spesso chi sa realizzare il business plan non è in grado di assistere l'imprenditore nella fase di startup: perchè non ha mai messo piede in un'azienda.
Quello di cui vi dovete assicurare è che, una volta ottenuto il contributo, il consulente non intaschi la percentuale (mediamente il 3-6%) sulla quota in conto capitale e fugga. Nel caso di un progetto di 2 miliardi ed una percentuale a fondo perduto del 50% la parcella del consulente può arrivare a 60 milioni. Avete capito il business?
Non rivolgetevi, infine, ad un consulente perchè vi assicura che il progetto otterrà i finanziamenti: generalmente questa è la premessa di un progetto che sarà fatto male.
R5: Non esiste un listino prezzi per la realizzazione di un progetto d'impresa. Quando vi capiterà il consulente che per istruire una pratica per la legge 215 (imprenditoria femminile) vi chiede un compenso standard di x lire (prezzo tutto compreso) siate consapevoli di una cosa: non state pagando il progetto per avviare la vostra impresa ma state corrispondendo dei soldi per riempire il formulario previsto dal bando. Il più delle volte le tabelle saranno riempite con numeri che non hanno nessun fondamento di mercato e daranno luogo a previsioni economiche che non valgono più di una banconota da 3.000 lire.
Realizzare un business plan vuol dire impiegare almeno due mesi di lavoro per condurre una ricerca di mercato, analizzare la concorrenza, prendere delle decisioni di natura strategica e pianificare, sotto tutti i punti di vista, l'intero assetto aziendale.
Non è un'attività che può essere fatta in due settimane e, soprattutto, è un impegno che non deve coinvolgere solo il consulente. Le scelte ed il controllo del lavoro dovranno essere responsabilità dell'imprenditore e di nessun altro.
Un business plan può costare qualsiasi cifra: molto dipende dal contributo che lo stesso imprenditore potrà dare sulla stesura e dalla complessità delle decisioni da prendere.
R6: Certo che si! Anche se dipende dai casi. Ad esempio la Legge 44 (imprenditoria giovanile) non consente di ripresentare un progetto rifiutato in sede di valutazione. Ma nulla vieta di percorrere un'altra strada. Ricordate: ciò che conta è verificare quali motivi hanno portato alla bocciatura per poter migliorare il proprio progetto laddove sono state riscontrate delle debolezze.
R7: Non si può parlare di una sorta di decalogo che va bene in ogni circostanza. L'argomento è però talmente importante da esservi dedicata un'intera sezione dei progetti d'impresa. L'unica verifica credibile è ottenere informazioni dal mercato di riferimento: non fidatevi delle vostre sensazioni. Obietterete che tanti imprenditori hanno avuto successo con idee che forse non avevano un reale mercato di riferimento. E avete ragione: ma quante idee, anche se supportate dalle previsioni, hanno portato a dei flop? Solo in rarissimi casi (0,qualcosa %) è il prodotto che riesce a creare il bisogno per cui si assiste alla nascita di un nuovo mercato. Per essere realistici conviene procedere ad una ricerca di mercato: ovviamente condotta con rigorosità scientifica (non 10 domande fatte nel posto sbagliato, alle persone sbagliate, nel modo sbagliato e, per finire, elaborate in maniera errata). Avere a disposizione dei dati sbagliati non potrà ce portare a decisioni catastrofiche.
R8: Qualcuno crede che la formula imprenditoriale sia come l'imprenditore riuscirà a produrre bene e a basso costo un determinato prodotto. E su questa convinzione costruisce la propria impresa.
La formula imprenditoriale è qualcosa di più complesso e riguarda non solo l'aspetto tecnico: la formula imprenditoriale è il modo di unire, in maniera coerente,
• quello che intendete offrire (il sistema di prodotto/servizio),
• a chi lo volete offrire (il mercato prescelto),
• come farete per offrirlo (la struttura aziendale).
R9: Il primo problema è rendersi conto di aver bisogno di soci! Non sempre è un bisogno così evidente. Una volta consapevoli di questa necessità occorrerà chiedersi di cosa dovrebbero occuparsi e con quali responsabilità.
La scelta è talmente difficile che le statistiche affermano che la causa della chiusura di circa l'80% delle imprese che non oltrepassa i primi tre anni di vita (il delicato periodo di startup) è il litigio tra i soci.
Per agevolarvi nella scelta abbiamo preparato un insieme di domande da porvi prima di rivolgervi ad altri e considerazioni da effettuare in fase di scelta. Purtroppo, in questo caso, le risposte non possiamo fornirvele noi.
R10: In molti casi questa soluzione è ideale per velocizzare la fase di startup della futura impresa. Molti problemi potranno essere prevenuti a causa dell'esperienza maturata dall'impresa "adulta". In altri casi però c'è il rischio concreto che vi sia sottratta l'idea perchè l'impresa valuta che, a seguito di una decisione make or buy, ritenga più conveniente produrre da se che affidare a tersi (cioè a voi) la realizzazione del prodotto.
A noi è capitato un caso concreto: un'aspirante imprenditrice che aveva avuto un'idea su come produrre dei semilavorati che l'industria calzaturiera era costretta ad acquistare dall'estero (ad un costo molto elevato). Una famosa impresa del settore che opera nel Salento ha assistito l'aspirante imprenditrice nella redazione del progetto mettendo a disposizione il proprio know-how con l'accordo di partecipare al 50% la nascente impresa. Al momento della verità però l'impresa si è tirata indietro e ha investito direttamente nell'attivazione di una nuova linea di produzione per internalizzare la produzione del semilavorato.

Indice del Business Plan
L'idea imprenditoriale
Rappresenta il punto di partenza dell'intero processo di creazione d'impresa e consiste nell'individuare una possibilità di inserirsi nel mercato offrendo quei beni e/o servizi la cui domanda non è soddisfatta, innovando un prodotto già esistente oppure offrendo beni totalmente nuovi. Ciò che comunque occorre tener presente è la necessità che l'idea imprenditoriale, per poter essere considerata di successo, debba evidenziare un plus rispetto alla tipologia dei bisogni esistenti o potenziali ed alle modalità seguite dalle imprese per soddisfarli: in altre parole, l'idea imprenditoriale deve avere un contenuto d'innovazione che non implica necessariamente l'adozione di nuovi processi o nuove tecnologie, ma può anche tradursi nell'applicazione di nuovi modelli organizzativi, nella scoperta di nuovi mercati di sbocco o nella realizzazione di nuove proposte di commercializzazione che rendono più competitivo un determinato prodotto sul mercato. Per definire un'idea imprenditoriale esistono diverse possibilità:
• Si può iniziare un'attività nota e, quindi, produrre un bene o servizio già presente sul mercato collocandosi in una nicchia di mercato ancora da coprire, oppure attraverso un'organizzazione produttiva più efficiente o una combinazione di scelte di marketing più efficaci, ecc.
• Si possono utilizzare nuove tecnologie o nuove applicazioni di tecnologie in attività note che siano in grado di migliorare dal punto di vista qualitativo e/o economico il processo di produzione.
• Si può mirare all'innovazione di prodotto che presuppone la scoperta di nuovi spazi di mercato o l'individuazione di un bisogno da soddisfare attraverso un nuovo bene o servizio.
Per trasformare l'idea in un'iniziativa imprenditoriale è necessario valutare la coerenza tra il potenziale business cui essa può dar luogo e le caratteristiche del futuro imprenditore per poter individuare gli eventuali fattori di successo ed i profili professionali e personali richiesti. In sostanza ciò che si deve verificare è:
• l'esistenza di un mercato potenziale per il prodotto o servizio oggetto dell'idea, ovvero l'esistenza di un bisogno da soddisfare per un numero sufficientemente ampio di consumatori;
• la potenzialità competitiva insita nell'idea, attraverso un esame comparativo tra i possibili prodotti concorrenti volto ad evidenziare per ciascuno di essi gli eventuali punti di forza e di debolezza e ad individuare le opportunità che l'iniziativa potrebbe cogliere una volta divenuta operativa;
• la disponibilità delle risorse necessarie per la sua realizzazione;
• la sua potenziale redditività.
La verifica dell'idea imprenditoriale può essere effettuata in modo superficiale o approfondito, ma spesso è opportuno effettuare entrambi i riscontri e ciò sia per consentire una graduale maturazione degli aspetti progettuali connessi all'idea, a seguito di processi dinamici di apprendimento da parte dello stesso futuro imprenditore, e sia per evitare l'impiego di risorse dispendiose nella realizzazione immediata di studi di fattibilità esecutivi.

Il business plan
Il business plan è lo strumento attraverso il quale si descrive dettagliatamente come sarà organizzato il lavoro dell'impresa negli aspetti produttivi, commerciali, finanziari, amministrativi.
Per prima cosa va però verificata l'esistenza di un mercato per i proprio prodotto/servizio. Non è detto che un business plan, infatti, dia esito necessariamente positivo all'imprenditore. Il mercato potrebbe non accettare il prodotto/servizio o le regole da rispettare per il sucecsso nelle vendite potrebbero non essere condivise dal management. A questo punto le strade da prendere potrebbero essere due: ridefinire l'idea imprenditoriale (sulla base delle informazioni raccolte sul mercato) per procedere nello studio di fattibilità o abbandonare l'idea.
La parte descrittiva del piano è supportata da una sezione numerico-contabile che contiene le previsioni di conto economico, stato patrimoniale e rendiconto finanziario per gli anni immediatamente successivi alla data di redazione. Il business plan è generalmente redatto da consulenti d’impresa: è necessario coinvolgere più professionalità (marketing, finanza, produzione, organizzazione) perché i diversi aspetti che dovranno essere analizzati richiedono delle specifiche competenze.
E’ fondamentale sottolineare come il business plan non sia semplicemente un mezzo attraverso il quale ottenere un finanziamento. Molti giovani (ma anche imprenditori) ritengono il business plan un semplice esercizio tecnico finalizzato alla compilazione della pratica di finanziamento. Il problema di fronte al quale si troverà l’imprenditore una volta redatto un business plan "a tavolino" ed ottenuto il capitale richiesto sarà quello di non aver previsto con sufficiente realismo come l’impresa funzionerà. Dovrà navigare al buio ponendosi il problema dal punto di vista sbagliato: "ho i soldi e devo prevedere come spenderli al meglio" piuttosto che "verifico se l’azienda potrà avere un futuro, pianifico i relativi investimenti e spendo i soldi necessari a raggiungere quegli obiettivi".
Due consigli su come decidere a chi affidare la redazione del business plan:
• assicuratevi che chi redigerà il piano sia un consulente aziendale che sarà in grado di aiutarvi nella fase di avvio dell’impresa (non solo supportandovi per quello che riguarda l’aspetto burocratico ma soprattutto per le questioni organizzative, di marketing, di pianificazione finanziaria). Non affidate un compito così importante a chi di mestiere fa "il redattore di finanziamenti agevolati"
• il business plan è un duro impegno: non credete a chi vi chiede 1 milione per fare tutto (business plan e pratica di finanziamento). Lavorerà a tavolino e, probabilmente, sfrutterà relazioni già utilizzate in precedenti pratiche. Evitate anche chi vi propone il lavoro gratis con l’accordo di essere pagati se la pratica andrà a buon fine. E, soprattutto, evitate come la peste chi vi chiederà una percentuale (3-6%) sull’erogazione del finanziamento: per loro non è importante fare qualitativamente bene un business plan all’anno perché ciò che conta è la fattibilità dell’impresa ma farne 100 mediocri perché se ne sarà finanziato anche solo il 10% di essi riusciranno a portare a casa un bel mucchio di quattrini.



(14/03/2003)


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