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Una nuova veste per i consorzi
Superare gli egoismi e i campanilismi e accettare le sfide imposte dal mercato
Superare gli egoismi e i campanilismi e accettare le sfide imposte dal mercato collaborando insieme con spirito di corpo. È questo l'appello lanciato da Ivan Malavasi, Presidente nazionale della CNA nel corso dell'assemblea dei soci di Fedart Fidi. «Le piccole imprese e l'artigianato hanno bisogno di nuovi strumenti che li aiutino a superare gli ostacoli che rendono difficilmente fruibile il credito», ha chiarito Malavasi, «ma per fare questo occorre che associazioni, banche, cooperative di garanzia lavorino per gli stessi obiettivi, magari con nuovi strumenti di credito per finanziare reti di imprese e sistemi territoriali». «Ogni anno ci dicono che il sistema economico è fragile perché le imprese sono troppo piccole, salvo poi riconoscere che anche nei momenti di difficoltà sono proprio queste piccole imprese a sostenere l'occupazione e a tenere a galla l'economia. Il sistema dei Confidi è stato il punto di forza del mondo delle PMI ora chiamato ad assumersi nuovi rischi a cui bisognerà rispondere con coraggio e determinazione», ha aggiunto Malavasi.
La modifica rapida della nuova legge sui Confidi e un'applicazione degli accordi di Basilea sensibili alle esigenze delle piccole e piccolissime imprese. Questo chiedono i Consorzi di garanzia associati alla Federazione unitaria dei consorzi e delle cooperative artigiane di garanzia, Fedart Fidi, che ieri ha celebrato a Roma il suo decennale nel corso dell'assemblea nazionale. Richieste effettuate dal Presidente di Fedart Roberto Villa al governo, rappresentato dal Ministro delle attività produttive Antonio Marzano, presente ai lavori insieme ai presidenti di CNA, Ivan Malavasi, Confartigianato, Luciano Petracchi e Casartigiani, Giacomo Basso. Con loro anche i vertici dell'Abi e Artigiancassa. «Il mondo dei confidi artigiani si trova oggi ad affrontare nodi importanti quali la nuova regolamentazione di Basilea 2, che costringerà gli organismi di garanzia a ripensare radicalmente ai propri modelli organizzativi, gestionali e strategici e la recente legge di riforma del settore, che ha delineato un percorso di crescita, evoluzione e trasformazione e inciderà radicalmente sul futuro sviluppo della garanzia mutualistica nel nostro paese», ha chiarito Roberto Villa. Quello dei consorzi di garanzia è del resto un perno fondamentale attorno al quale ruota l'accesso al credito, già per definizione difficile, del mondo delle PMI. E il ruolo che in questi ultimi dieci anni ha giocato Fedart Fidi nel prestare garanzie alle piccole imprese è innegabilmente positivo. I numeri parlano chiaro: 333 Confidi soci, 680 mila imprese associate, oltre 9 miliardi di euro di finanziamenti in essere, la metà dei quali realizzati nello scorso anno, un livello medio di insolvenze inferiore all'1,5%. Ora però la nuova legge sui Confidi e Basilea 2 cambierà il terreno sul quale i Consorzi di garanzia hanno messo le proprie radici. «Questo nuovo quadro normativo dovrà perciò calarsi nella realtà del rapporto banche piccole imprese, che deve fare un salto di qualità ripristinando un clima di collaborazione e trasparenza reciproca, per assecondare le necessità finanziarie di un comparto imprescindibile per l’auspicata ripresa economica» ha aggiunto Villa, «è così indispensabile che il parlamento approvi celermente la legge sulla tutela del risparmio, affinché si possa operare in un clima di fiducia e solidale impegno da parte di tutti i soggetti protagonisti dello sviluppo». Dal canto suo Marzano ha riconosciuto l’importanza delle PMI in Italia pur sottolineando la necessità di togliere i freni che impediscono la crescita dimensionale dell'impresa. Poi Marzano si è soffermato sulla questione incentivi, tagliati, per le PMI, nella manovra di aggiustamento appena varata. «L'impegno del governo a sostenere gli investimenti meritevoli delle imprese, particolarmente nelle aree di ritardo di sviluppo, resta fermo e convinto», ha ribadito il Ministro, «cambia piuttosto la forma dello strumento finanziario con cui si tende a realizzare quell'impegno. La conversione del contributo a fondo perduto in finanziamento agevolato non vuole ridurre l'apporto finanziario, ma migliorarne l'impatto in termini di qualità degli investimenti e nel contempo contenerne il costo per il bilancio pubblico. L'obiettivo inoltre del governo e' potenziare il ruolo dei confidi per facilitare l'accesso delle PMI al finanziamento». Sarebbe anche importante, secondo Marzano, che i Confidi mettano a punto un proprio sistema di rating per le pini, un mondo che conoscono meglio di qualunque altra grande agenzia, cercando anche di acquistare credibilità di valutazione presso le banche. «Quanto a Basilea cercheremo di fare in modo che la direttiva che ne raccoglierà i contenuti sia il più possibile attenta anche alle esigenze delle piccole imprese» ha concluso Marzano.
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