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Prestiti senza garanzia
Segretario Generale CNA Sangalli: cambiare struttura dell'indebitamento troppo sbilanciata sul breve
Gli Istituti di credito sono disposti a finanziare a medio o lungo termine i progetti di sviluppo delle piccole e medie imprese italiane senza chiedere in cambio garanzie reali, a condizione però che l'imprenditore che riceve il prestito si impegni a ricapitalizzare con i suoi mezzi l'azienda e che, laddove sia necessario, separi nettamente la proprietà dalla gestione. Questo per consentire agli Istituti di credito di rispettare i parametri stabiliti dall'accordo di Basilea 2, sui requisiti patrimoniali delle banche, che entrerà in vigore alla fine del 2006.
Secondo Alessandro Profumo, amministratore delegato di Unicredit, il sistema bancario può fornire al sistema produttivo italiano il carburante necessario per affrontare la grande sfida dell'innovazione di prodotto e di processo e della competizione sui mercati internazionali più promettenti e difficili, come quello cinese. E'questa una proposta che ha come obiettivo quello di modificare profondamente la struttura finanziaria delle PMI, ora troppo legata all'indebitamento bancario e ai debiti a breve termine e che ha il merito, come dichiarato dal Segretario Generale della CNA Gian Carlo Sangalli, di affrontare una questione centrale nel modello di sviluppo italiano, ossia la messa a punto di strumenti finanziari che consentano ai distretti industriali di superare l'attuale fase di difficoltà e crescere di dimensioni attraverso processi di aggregazione. "Profumo evoca un argomento di grande importanza- prosegue Sangalli- che abbiamo più volte posto: quali strumenti finanziari per sostenere i distretti industriali, vere fucine del Made in Italy e della struttura produttiva italiana, che stanno cambiando, che si modificano territorialmente e nelle necessità e che sono decisivi per la crescita industriale del Paese".
Un fenomeno che va governato e accompagnato con una finanza creativa intesa nel senso positivo del termine, cioè in grado di creare nuovo sviluppo e soprattutto di favorire il processo di trasformazione e di aggregazione già cominciato. "Il 25% delle società di capitali è costituito da gruppi, fatto che dimostra che oggi si cerca di operare quanto più possibile come sistema" ha spiegato il Segretario Generale della CNA". Per questo sono decisivi nuovi strumenti come i bond di distretto proposti proprio dalla CNA, in grado di modificare una volta per tutte il rapporto tra credito a breve termine e a medio o lungo termine. Attualmente, ogni 100 lire di prestiti alle PMI, 90 sono di breve durata e questa composizione secondo Sangalli "penalizza le imprese piccole e medie".
Il Segretario Generale della CNA, in ogni caso, valuta positivamente l'idea di condizionare l'erogazione di prestiti a lungo termine senza garanzia a un intervento di ricapitalizzazione da parte dell'imprenditore, ma sottolinea anche come spesso sono proprio gli istituti di credito a rendere difficile" la trasformazione dei patrimoni familiari in aziendali, a dimostrazione di un ritardo nell'elaborazione del dato che un'impresa, in questo caso, è costituita da una famiglia e deve dunque essere trattata dalla banca come un operatore". Secondo Sangalli, comunque, i problemi di crescita e di competitività delle piccole e medie imprese non possono essere affrontati solo dal lato degli strumenti finanziari: "E'il momento di fare squadra di immaginare una ripresa di iniziativa- conclude il Segretario Generale della CNA- servono una politica industriale, indispensabile in un momento in cui l'innovazione tecnologica è un obbligo, e una nuova fase di concertazione tra tutte le parti sociali".
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